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Manovra. Oltre 6 miliardi in più per la sanità. Dalle assunzioni ai nuovi tetti per la farmaceutica, fino alla prevenzione: ecco tutte le novità

9 gennaio – Approvata alla fine dello scorso anno la legge di Bilancio 2026. Il provvedimento porta il finanziamento complessivo per la sanità a 142,9 miliardi per il 2026. Si punta a ridurre le liste d’attesa attraverso nuove assunzioni in deroga. Incrementati i tetti per farmaceutica e dispositivi medici. IL TESTO

Approvata definitivamente, il 30 dicembre scorso, la Legge di bilancio 2026 . Il testo è entrato in vigore il 1° gennaio e la sanità è tra le priorità: si prevede un incremento del Fondo sanitario nazionale per l’anno 2026 di 2.382,2 milioni di euro che si aggiunge a quanto già programmato per lo stesso anno con la legge di bilancio 2025, determinando un finanziamento complessivo per il 2026 di 142,9 miliardi di euro, superiore di oltre 6,3 miliardi di euro rispetto al finanziamento per l’anno 2025. Si prevede inoltre un incremento del Fondo sanitario nazionale di 2.631 milioni di euro per l’anno 2027 e 2.633,1 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028.

Sul versante del personale, al fine di ridurre le liste d’attesa, viene autorizzata l’assunzione, da parte delle aziende e degli enti dei servizi sanitari regionali, di personale a tempo indeterminato in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia, nel limite di spesa complessivo di euro 450.000.000 annui a decorrere dall’anno 2026. Si prorogano inoltre i termini utili a completare le procedure di assunzione del personale chiamato in causa durante il periodo dell’emergenza pandemica. 

In via sperimentale, le Regioni avranno la possibilità – nel rispetto dei loro bilanci e delle regole nazionali sulla spesa del personale – di aumentare leggermente i fondi destinati ai premi e alle indennità di chi lavora in pronto soccorso. Si incrementano, poi, le indennità di specificità per dirigenza sanitaria, medici, infermieri e operatori sociosanitari.

Cambiano i cosiddetti tetti di spesa farmaceutica.  Il tetto di spesa per acquisti diretti, cioè i farmaci comprati direttamente dalle strutture sanitarie (ospedali e Asl), viene aumentata dello 0,30%; mentre il tetto per la spesa convenzionata, cioè i medicinali che i cittadini prendono in farmacia con ricetta, pagandoli in parte o totalmente tramite il Ssn, crescerà dello 0,05%. La quota per i gas medicinali resta invariata. La spesa stimata è di 350 mln. Conseguentemente, il Fondo per i farmaci innovativi è ridotto a decorrere dall’anno 2026 di 140 milioni di euro annui.

E ancora, a partire dal 2026, lo Stato stabilisce un nuovo limite nazionale di spesa per l’acquisto dei dispositivi medici con uno stanziamento di 280 mln.  Finora questo tetto era fissato a una percentuale più bassa (circa il 4,4% del Fondo sanitario nazionale). Con la nuova norma, il limite viene aumentato al 4,6%, riconoscendo che i costi e il fabbisogno di dispositivi medici sono cresciuti negli ultimi anni, anche a causa dell’innovazione tecnologica e del rinnovo delle attrezzature ospedaliere.
Si prevede un finanziamento di 100 milioni per avviare l’adeguamento delle tariffe ambulatoriali, che sia aggiunge a quello già approvato con la legge di bilancio 2025 a valere dal 2026, di 1 miliardo di euro per la revisione delle tariffe di ricovero e di riabilitazione.
Trovano spazio, inoltre, misure che puntano a potenziare la medicina di precisione e la prevenzione; nasce un Fondo per interventi normativi in materia di prevenzione, formazione, informazione e cura della celiachia; e si prevede un intervento finalizzato al potenziamento degli interventi per migliorare i livelli di assistenza legati alla tutela della salute mentale, e del sistema di cure palliative.

Infine, le Regioni che non raggiungono la “soglia di garanzia minima” in una o più delle macro-aree di assistenza sanitaria (o per singoli indicatori) previste dal sistema di monitoraggio nazionale, dovranno essere sottoposte a un audit specifico.

Nello specifico, come riportato dal ministero della Salute:

Prevenzione

A partire dal 2026, sono stanziati 238 milioni di euro ogni anno, per rafforzare la rete dei programmi di prevenzione e diagnosi precoce tra cui:

  • estensione dello screening per il tumore della mammella alle donne d’età 45 e 49 anni e 70-74 anni
  • estensione dello screening per il tumore del colon-retto alla fascia d’età 70-74 anni
  • consolidamento del programma di monitoraggio del tumore polmonare
  • incremento delle risorse per i vaccini
  • vengono estesi i test genomici nei casi di carcinoma mammario avanzato o metastatico
  • programmi di screening nutrizionale dei pazienti oncologici
  • sviluppo dei test per la diagnosi della sordità e per le malattie rare
  • potenziamento degli accertamenti per la diagnosi precoce della leucodistrofia metacromatica neonatale e per la malattia di Parkinson
  • prevenzione e la cura delle patologie oculari cronico-degenerative e delle patologie reumatologiche

Per il 2026, inoltre, si prevedono risorse aggiuntive pari a 247 milioni destinate all’ulteriore potenziamento delle misure di prevenzione.
Stanziate risorse anche per la prevenzione sanitaria legata alle patologie da inquinamento ambientale; nuovi screening neonatali; prevenzione dell’HIV e prevenzione e cura dell’obesità.

Personale Ssn

Stanziamento a regime di 450 milioni di euro annui per l’assunzione del personale sanitario da parte delle aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale.
Previste, inoltre, le risorse necessarie per l’incremento dell’indennità di specificità sanitaria, medica e non, dell’indennità di specificità infermieristica e dell’indennità di tutela del malato e per la promozione della salute.
Particolare attenzione è dedicata al personale di pronto soccorso: le Regioni possono stabilire, dal 2026 al 2029, un incremento delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale, anche in deroga ai limiti di spesa normativamente previsti.
Si estende la tassazione Irpef agevolata al 5% ai compensi per lavoro straordinario per il personale dipendente delle strutture sanitarie, delle RSA e delle altre strutture residenziali e socio-assistenziali, erogati agli infermieri dipendenti dalle strutture private accreditate.

Ricerca

Fondi per valorizzare il ruolo strategico degli ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione, in particolare degli Irccs e risorse per l’attività ISS del progetto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento).

Salute mentale

La manovra stanzia 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni annui a decorrere dal 2029, per l’attuazione del Piano nazionale di salute mentale. Previste anche risorse per l’assunzione di personale sanitario e socio-sanitario dedicato, garantendo una presenza più capillare sul territorio e un sostegno concreto ai servizi di salute mentale.

Potenziamento erogazione servizi sanitari sul territorio

È previsto, a decorrere dal 2026, un incremento pari a 10 milioni di euro annui delle risorse destinate alle cure palliative (in via prioritaria all’assunzione di personale), e risorse per le spese per l’Alzheimer e le altre patologie di demenza senile.
Per il triennio 2026-2028, aumentano di 2 milioni di euro annui le risorse del Fondo per l’assistenza ai bambini affetti da malattie oncologiche.
Nell’ottica del rafforzamento dei servizi sanitari, si sancisce l’integrazione stabile nel Servizio sanitario nazionale delle farmacie dei servizi.
Vengono stanziati fondi per finanziare interventi normativi per il finanziamento di interventi normativi in materia di celiachia e per il sostegno della mobilità pediatrica.

Digitalizzazione in sanità

Tra gli interventi normativi previsti dalla manovra:

  • potenziamento dei servizi di telemedicina con uno stanziamento di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2026.
  • dematerializzazione della ricetta per l’erogazione dei prodotti per celiaci e all’implementazione delle infrastrutture di scambio transfrontaliero delle ricette elettroniche.