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Morbillo. Italia prima in Europa per numero di casi: 640 in un anno, oltre un quarto del totale Ue

9 ottobre – Tra agosto 2025 e luglio 2026, l’Italia ha concentrato oltre un quarto dei casi di morbillo segnalati nell’Ue/See, con un’incidenza più che doppia rispetto alla media europea. Dopo il picco di 171 casi registrato ad aprile, le notifiche sono progressivamente diminuite. Il rapporto Ecdc.

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di casi di morbillo nell’ultimo anno: 640 infezioni, oltre un quarto (27,4%) di tutte quelle registrate nell’Ue/See.

Un primato che emerge dall’ultimo rapporto dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), relativo al periodo dal 1° agosto 2025 al 31 luglio 2026, durante il quale sono stati segnalati complessivamente 2.339 casi. E anche considerando l’incidenza sulla popolazione, il dato italiano resta significativo: 10,9 casi per milione di abitanti, più del doppio della media europea (5,1).

Alle spalle dell’Italia si collocano Bulgaria (502 casi), Romania (310), Spagna (243) e Francia (174). Insieme, questi cinque Paesi concentrano circa l’80% delle infezioni segnalate nell’Ue/See. Dei 640 casi italiani, 548 (85,6%) sono stati confermati in laboratorio. Per incidenza, l’Italia si colloca al quarto posto, dopo Bulgaria (78 casi per milione), Lettonia (26,3) e Romania (16,3).

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In Italia picco ad aprile, poi i casi in diminuzione

L’andamento mensile mostra una crescita delle notifiche nei primi mesi del 2026, culminata nel picco di aprile, quando in Italia sono stati segnalati 171 casi di morbillo. A gennaio i casi erano stati 89, a febbraio 63 e a marzo 57. Successivamente si è osservata una progressiva diminuzione: 82 casi a maggio, 46 a giugno e 29 a luglio. Complessivamente, nei primi sette mesi del 2026 sono stati notificati 537 casi.
Nel solo mese di luglio, l’Italia è stata il secondo Paese europeo per numero di segnalazioni, preceduta dalla Bulgaria, che ne ha registrate 61. In tutta l’UE/SEE, nello stesso mese, sono stati segnalati 118 casi distribuiti in 13 Paesi, mentre altri 16 non hanno registrato infezioni. L’ECDC invita tuttavia a interpretare con cautela la diminuzione osservata negli ultimi mesi, poiché i dati più recenti potrebbero risentire di ritardi nelle notifiche e di successive revisioni.

In Europa oltre sette casi su dieci tra i non vaccinati

Il rapporto evidenzia inoltre come il morbillo continui a colpire soprattutto le persone non vaccinate. A livello europeo, tra i 2.052 casi per i quali erano disponibili informazioni sull’età e sullo stato vaccinale, il 73,1% riguardava persone non vaccinate. Il 15,8% aveva ricevuto una sola dose di vaccino, mentre il 9% risultava vaccinato con almeno due dosi. Un ulteriore 2% aveva ricevuto un numero non precisato di dosi.
L’analisi per fasce d’età mostra che il 28,6% dei casi europei ha riguardato bambini sotto i cinque anni, mentre il 51,2% persone di almeno 15 anni. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati nei neonati e lattanti sotto l’anno di età, con 59,3 casi per milione, seguiti dai bambini tra uno e quattro anni, con 28,6 casi per milione.

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Rosolia, sette casi in Italia: seconda in Europa insieme alla Germania

Il rapporto Ecdc analizza anche la circolazione della rosolia, per la quale, nello stesso periodo, sono stati segnalati complessivamente 81 casi in 29 Paesi Ue/See.
In Italia i casi notificati sono stati sette, quattro dei quali confermati in laboratorio, si colloca così al secondo posto per numero assoluto di segnalazioni, a pari merito con la Germania e dopo la Polonia, che ha registrato 63 casi. Nel solo mese di luglio 2026, in Italia sono stati notificati due casi di rosolia.
Anche per questa malattia la prevenzione vaccinale rimane essenziale, in particolare per i rischi associati all’infezione durante la gravidanza, che può determinare gravi complicanze per il feto, tra cui la sindrome della rosolia congenita.