9 gennaio – Semaforo verde in Conferenza Unificata al Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale che punta a superare disuguaglianze territoriali e frammentazione dei percorsi di cura. Rafforzati i Dipartimenti di salute mentale, riorganizzati i servizi territoriali e ospedalieri, centralità alla prevenzione, ai giovani e ai percorsi personalizzati. IL TESTO
La domanda di salute mentale cresce, ma l’offerta pubblica fatica a tenere il passo. Strutture ridotte, carenza di personale, aumento del disagio psicologico soprattutto tra giovani e persone fragili. È su questo squilibrio che interviene il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 (PANSM) che dopo mesi di tira e molla è stato approvato nella Conferenza Unificata alla fine di dicembre e che punta a ridisegnare l’organizzazione dei servizi e a rilanciare una presa in carico più equa, continua e vicina alle persone.
“L’Intesa raggiunta è una buona notizia per i cittadini e per il servizio sanitario nazionale. Dopo oltre 10 anni abbiamo aggiornato un documento strategico che, grazie alle risorse stanziate nella finanziaria 2026, segnerà concretamente un cambio di passo. La salute mentale torna al centro dell’agenda politica” ha dichiarato il Ministro della salute, Orazio Schillaci.
Il Piano, incentrato sul ruolo chiave del Dipartimento integrato e inclusivo e sul potenziamento dei servizi territoriali, promuove interventi appropriati ed efficaci a favore della salute mentale, da quella perinatale fino all’età adulta, che dovranno essere messi in atto dalle Regioni favorendo accessibilità, equità, inclusione, sicurezza, innovatività, comunicazione anti stigma ed educazione alla salute e al benessere psicologico.
La legge di bilancio 2026 stanzia 80 milioni di euro per l’anno 2026, 85 milioni per l’anno 2027, 90 milioni per l’anno 2028 e 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2029, per l’attuazione delle azioni di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza definite nel Piano. Inoltre, sono previsti 30 milioni di euro annui per l’assunzione di personale sanitario e sociosanitario necessario garantendo una presenza più capillare sul territorio e un sostegno concreto ai servizi di salute mentale.
Una visione unitaria della salute mentale
Il Piano ribadisce che la salute mentale è parte integrante della salute globale della persona e non può essere ridotta alla sola dimensione clinica. Include benessere emotivo, relazionale e sociale, capacità di partecipazione e autodeterminazione. Da qui l’esigenza di superare modelli frammentati e disomogenei, puntando su un sistema integrato sanitario, sociale ed educativo.
Il quadro epidemiologico e organizzativo
I dati riportati dal Piano evidenziano come negli ultimi anni si sia registrata una riduzione dell’offerta dei servizi territoriali, con un calo del personale nei Dipartimenti di salute mentale e una contrazione delle prestazioni erogate rispetto al periodo pre-pandemico. Parallelamente, aumenta la complessità dei bisogni, con un anticipo dell’età di insorgenza dei disturbi e un incremento dei casi di disagio psichico lieve e moderato che spesso non trovano risposte adeguate nel SSN.
Il ruolo centrale dei Dipartimenti di salute mentale
Il PANSM individua nei Dipartimenti di salute mentale (DSM) il perno della riorganizzazione dei servizi. I DSM vengono rafforzati nel loro ruolo di coordinamento dell’intera rete, dalla prevenzione alla riabilitazione, garantendo integrazione tra servizi territoriali, strutture residenziali e ospedaliere. L’obiettivo è assicurare uniformità di accesso e qualità delle cure su tutto il territorio nazionale.
Servizi territoriali più accessibili e prossimi
La riorganizzazione punta a potenziare i Centri di salute mentale, favorendo aperture più ampie, accesso facilitato e presa in carico tempestiva. Il Piano promuove modelli di intervento flessibili, multidisciplinari e orientati alla comunità, riducendo il ricorso improprio all’ospedale e rafforzando la gestione delle fasi acute sul territorio quando possibile.
Continuità di cura e superamento delle transizioni critiche
Uno dei punti qualificanti del PANSM riguarda la continuità assistenziale nei momenti di maggiore vulnerabilità, in particolare nella transizione dall’età evolutiva all’età adulta. Il Piano prevede percorsi strutturati e condivisi tra servizi di neuropsichiatria infantile e servizi per adulti, per evitare interruzioni di cura e dispersione dei pazienti.
Ospedale e territorio: ruoli distinti ma integrati
Il Piano ridefinisce il rapporto tra ospedale e territorio, chiarendo che il ricovero rappresenta una fase limitata e integrata del percorso di cura. I Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) vengono inseriti in una rete che garantisce continuità prima e dopo il ricovero, riducendo il rischio di cronicizzazione e ricoveri ripetuti.
Residenzialità e riabilitazione: verso modelli più leggeri
Il PANSM promuove una revisione dell’offerta residenziale, orientandola a modelli più flessibili e temporanei, centrati sulla riabilitazione e sul recupero dell’autonomia. Viene valorizzato l’abitare supportato e il progressivo superamento delle soluzioni a lungo termine non orientate al reinserimento sociale.
Budget di salute e personalizzazione dei percorsi
Elemento cardine della riorganizzazione è il Budget di salute, inteso come strumento per costruire progetti personalizzati che integrano risorse sanitarie, sociali e comunitarie. Il Piano ne rilancia l’uso per favorire inclusione abitativa, lavorativa e relazionale, con il coinvolgimento attivo del Terzo settore e degli enti locali.
Prevenzione, promozione e contrasto allo stigma
Il PANSM rafforza le azioni di prevenzione primaria e promozione del benessere mentale, intervenendo sui determinanti sociali e ambientali. Sono previste iniziative di alfabetizzazione emotiva, educazione digitale e contrasto allo stigma, con particolare attenzione alle scuole, ai contesti lavorativi e alle comunità locali.
Salute mentale in carcere e ambito forense
Il Piano dedica un focus specifico alla salute mentale delle persone detenute e agli autori di reato con disturbi psichici. Viene rafforzata l’integrazione tra servizi sanitari territoriali, istituti penitenziari e sistema giudiziario, con l’obiettivo di garantire percorsi diagnostico-terapeutici appropriati, continuità assistenziale e sicurezza delle cure.
Sicurezza delle cure e tutela degli operatori
Ampio spazio è riservato alla prevenzione degli eventi avversi e alla gestione del rischio clinico. Il Piano richiama la necessità di ambienti di cura sicuri, formazione specifica degli operatori e strategie per prevenire episodi di aggressività, a tutela sia dei pazienti sia dei professionisti.
Formazione, ricerca e monitoraggio
Il PANSM sottolinea l’importanza della formazione continua e della ricerca, promuovendo la collaborazione tra Università, Irccs, Iss e servizi territoriali. È previsto un sistema di monitoraggio nazionale per valutare l’attuazione del Piano e ridurre le disuguaglianze regionali.
Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 si propone così come una riforma strutturale dell’assistenza, capace di spostare il baricentro dai luoghi alla persona e di rendere i servizi più accessibili, integrati e orientati alla recovery.