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Question time Schillaci. Neonato morto al Pertini: “A breve protocollo di buona pratica clinica per la gestione del rooming in”

3 febbraio – A spiegarlo il ministro della Salute rispondendo alla questione sollevata da Elena Murelli (Lega). “Ho tempestivamente predisposto la convocazione di un gruppo di lavoro di esperti in materia, che stilerà un protocollo di buona pratica clinica per la gestione del modello del rooming in, anche in termini di fabbisogno del personale e anche per la valutazione dei casi in cui si possa derogare a questo modello nell’interesse esclusivo delle neomamme e dei neonati”.

Giornata di interrogazioni al Senato, il 2 febbraio, per il ministro della Salute Orazio Schillaci. La quinta interrogazione ha riguardato la vicenda del neonato deceduto all’ospedale Pertini di Roma.

A porre la questione Elena Murelli (Lega) che ha chiesto al ministro “quali iniziative intenda adottare, affinché questa pratica possa essere migliorata, e per predisporre le opportune verifiche del caso sull’ospedale Pertini”.

La risposta integrale del ministro Schillaci: “Signor Presidente, ringrazio la senatrice Murelli. La questione sollevata nel question time ha generato, nei giorni scorsi, oltre che una profonda tristezza in tutti noi, anche segnali di allarme per tutte le istituzioni coinvolte.

Come noto, il modello rooming in consiste nel mantenere il neonato nella stanza della madre H24. Come inteso dalla dichiarazione congiunta OMS ed Unicef, quale elemento fondamentale all’interno di un modello virtuoso organizzativo di percorso nascita, esso è finalizzato alla promozione dell’allattamento materno, al benessere neonatale ed allo sviluppo delle competenze genitoriali di entrambi i componenti la coppia.

Il rooming in offre i vantaggi: facilitazione dello sviluppo delle competenze materne nella cura del proprio bambino, promozione dell’attaccamento e della relazione mamma bambino, processo di bonding, riduzione del rischio di infezioni ospedaliere per il neonato, promozione dell’empowerment della mamma, dimissione protetta attraverso un’assistenza mirata allo sviluppo della compliance materna e facilitazione e sostegno all’avvio e al mantenimento dell’allattamento materno a richiesta del neonato. Il rooming in prevede il periodico controllo del benessere materno e neonatale da parte del personale di degenza ostetrica e del nido, il quale deve essere però quantitativamente adeguato alle esigenze assistenziali.

Svolte queste considerazioni di carattere generale, tornando al terribile episodio del neonato deceduto all’ospedale Pertini di Roma nella notte fra il 7 e l’8 gennaio scorso, ho dato a disposizione alla competente Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero di chiedere una relazione alla regione Lazio in merito all’evento.

Ha avuto luogo anche un’ispezione dei carabinieri del Nas, svolta compatibilmente con le indagini penali della procura in corso. Ho tempestivamente predisposto la convocazione di un gruppo di lavoro di esperti in materia, che stilerà un protocollo di buona pratica clinica per la gestione del modello del rooming in, anche in termini di fabbisogno del personale e anche per la valutazione dei casi in cui si possa derogare a questo modello nell’interesse esclusivo delle neomamme e dei neonati”.

La replica. Intervenendo in replica la senatrice Murelli si è detta soddisfatta.

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