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Rapporto Global Fund 2023. Progressi record: nella lotta ad Hiv, Tbc e malaria numeri più alti del pre-Covid-19. Ma cambiamenti climatici e conflitti ostacolano raggiungimento obiettivi 2030

22 settembre - Il direttore Sands: “Negli ultimi vent’anni il partenariato del Global Fund ha salvato 59 milioni di vite. Nonostante i diversi risultati senza precedenti raggiunti nel 2022, non raggiungeremo gli obiettivi per il 2030, a meno che non adottiamo misure straordinarie”.

Forte accelerazione dei risultati programmatici nella lotta contro l’HIV, la tubercolosi (TBC) e la malaria, anche se molteplici sfide – inclusi i cambiamenti climatici, i conflitti, le disuguaglianze sempre più profonde e la crescente minaccia ai diritti umani – hanno messo sempre più a rischio l’obiettivo di porre fine alle epidemie di AIDS, TBC e malaria entro il 2030.

È quanto mette in evidenza il Rapporto sui risultati 2023 del Global Fund, il cui direttore esecutivo, Peter Sands, rileva: “Lavorando fianco a fianco, negli ultimi vent’anni il partenariato del Global Fund ha salvato 59 milioni di vite. Nonostante i diversi risultati senza precedenti raggiunti nel 2022, non raggiungeremo gli obiettivi per il 2030, a meno che non adottiamo misure straordinarie”.

Nel 2022, grazie agli sforzi, adattamenti e innovazioni da parte di governi, comunità e dei partner, il partenariato del Global Fund ha sottoposto a terapia antiretrovirale per l’HIV un numero di persone senza precedenti. Sono state trovate e sottoposte a terapia più persone affette da TBC che mai e distribuito un numero record di zanzariere per prevenire la malaria. Nei Paesi in cui investe il Global Fund, i principali risultati per il 2022 comprendono:

Per l’HIV:

  • 24,5 milioni di persone sottoposte a terapia antiretrovirale per l’HIV.
  • 53,1 milioni di test per l’HIV effettuati (12,2 milioni sulle popolazioni vulnerabili e chiave).
  • 15,3 milioni di persone raggiunte da servizi di prevenzione dell’HIV.
  • 710'000 madri positive all’HIV hanno ricevuto farmaci che le hanno tenute in vita impedendo la trasmissione dell’HIV ai neonati.
  • 831'000 circoncisioni mediche maschili volontarie per la prevenzione dell’HIV.

Per la tubercolosi:

  • 6,7 milioni di persone trattate per la TBC.
  • 118'000 persone in cura per la TBC farmacoresistente.
  • 331'000 pazienti affetti da TBC HIV-positivi sottoposti a terapia antiretrovirale.
  • 2,2 milioni di persone positive all’HIV in terapia antiretrovirale che hanno iniziato la terapia preventiva della TBC.
  • 1,5 milioni di persone esposte alla TBC hanno ricevuto una terapia preventiva.

Per la malaria:

  • 220 milioni di zanzariere distribuite per proteggere le famiglie dalla malaria.
  • 321 milioni di sospetti casi di malaria sottoposti a test.
  • 37,1 milioni di bambini hanno ricevuto la chemioprofilassi della malaria stagionale.
  • 14,6 milioni di donne in gravidanza sottoposte a terapia preventiva per la malaria.
  • 165 milioni di casi di malaria trattati.

In molti dei Paesi in cui investe il Global Fund, rimettersi sulla buona strada nella lotta contro queste tre malattie si è rivelato più difficoltoso a causa di una combinazione di crisi contrastanti e interconnesse oltre a quella determinata dal COVID-19 – inclusi i cambiamenti climatici, i conflitti e il crescente indebitamento nonché un’allarmante erosione dei diritti umani e le crescenti disuguaglianze interne e tra i Paesi.

I cambiamenti climatici stanno già avendo un impatto sull’epidemiologia delle malattie infettive. Ad esempio, la malaria si sta diffondendo nelle zone degli altopiani dell’Africa che prima erano troppo fredde per la zanzara Anopheles – responsabile della trasmissione del parassita. I cicloni, le inondazioni e altri eventi climatici estremi stanno causando una brusca impennata delle infezioni malariche, come quelle viste in Malawi e in Pakistan. L’insicurezza alimentare e la scarsità idrica stanno costringendo intere comunità a spostarsi, aumentando la loro vulnerabilità a malattie come la TBC. Il Global Fund è intervenuto in seguito agli eventi meteorologici estremi al fine di ridurre il loro impatto sui programmi per combattere la malaria e assicurare la continuità dei servizi dedicati all’HIV e alla TBC.

I conflitti danneggiano le infrastrutture sanitarie e travolgono servizi sanitari già sovraccarichi. Di conseguenza, le persone che si ammalano non riescono ad accedere alle cure, le catene di approvvigionamento si spezzano e gli interventi di prevenzione si interrompono. In diversi Paesi – tra cui il Sudan, l’Ucraina, Afghanistan e il Myanmar – il partenariato del Global Fund deve superare sfide immense per garantire che le persone più vulnerabili ottengano i servizi di cui necessitano.

Sistemi sanitari resilienti e sostenibili corroborano la lotta per sconfiggere le tre malattie e costituiscono la base per prevenire, individuare e reagire alle minacce sanitarie attuali e future. “Investendo in componenti cruciali di sistemi sanitari resilienti, il Global Fund sostiene i Paesi nella lotta contro le odierne malattie infettive più letali, preparandoli al contempo ad affrontare le future minacce sanitarie”, evidenzia Sands. “Ad esempio, continueremo a svolgere un ruolo cruciale nel sostegno agli operatori sanitari comunitari e nel rafforzamento delle catene di approvvigionamento e delle reti di laboratori”.

Il Global Fund ha stanziato complessivamente più di 5 miliardi di dollari per sostenere i Paesi nella lotta al COVID-19; circa 2,2 miliardi di tale finanziamento saranno usati per rafforzare i sistemi sanitari e potenziare la preparazione alle pandemie.

Accelerare un equo accesso a strumenti innovativi risulta essenziale per recuperare e sostenere lo slancio nella lotta contro HIV, TBC e malaria. “Nonostante tutte le sfide, l’obiettivo di porre fine ad AIDS, TBC e malaria quali minacce per la salute pubblica rimane realizzabile. Sappiamo ciò che va fatto, disponiamo di strumenti funzionanti e possiamo imparare da esempi di successo. Dobbiamo accelerare l’accesso a innovazioni rivoluzionarie, ottimizzando la loro distribuzione oltre agli strumenti già esistenti per massimizzare l’impatto di ogni dollaro. Dobbiamo eliminare le disuguaglianze che aumentano la vulnerabilità delle giovani donne, delle popolazioni chiave e dei più poveri”, aggiunge il direttore del Fondo globale.

Per l’HIV, l’anello vaginale Dapivirine Vaginal Ring – la prima efficace opzione di prevenzione dall’HIV sotto il controllo della donna – fornisce un ulteriore nuovo strumento per conferire alle ragazze e alle donne il potere di proteggere se stesse dall’infezione da HIV. L’HIV pediatrico resta un’area globale di bisogni insoddisfatti ma le recenti innovazioni terapeutiche hanno il potenziale per rappresentare un punto di svolta. Il partenariato del Global Fund sta investendo in una formulazione pediatrica del dolutegravir che risulti più efficace, più economica e meglio tollerata dai bambini.

Contro la tubercolosi, le principali innovazioni comprendono nuovi strumenti diagnostici quali unità mobili di radiografia e diagnostica molecolare a costi inferiori; nuovi trattamenti quali la terapia combinata con bedaquilina, pretomanid, linezolid e moxifloxacina (BPaLM) per la TBC farmacoresistente; e il nuovo breve ciclo di trattamento preventivo per la tubercolosi denominato 3HP.

Per la malaria vi sono una serie di innovazioni nella lotta antivettoriale, nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento che ci aiuteranno a combattere gli andamenti allarmanti in termini di infezioni e morti. Ad esempio, le zanzariere con un doppio principio attivo che combinano piretroidi e clorofenapir – disponibili su larga scala dal 2024 – sono notevolmente più efficaci rispetto alle zanzariere standard trattate unicamente con piretroidi. Studi hanno dimostrato una riduzione delle infezioni malariche circa del 50% nei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 10 anni.

Per rimettersi sulla buona strada – sottolinea il Global Fund - sarà fondamentale ottimizzare la distribuzione integrata di tali innovazioni, accelerando al contempo gli sforzi per porre fine alle forti disuguaglianze che alimentano le malattie infettive. Rafforzando le comunità maggiormente a rischio, garantiamo che i servizi salvavita raggiungano le persone più vulnerabili, comprese quelle emarginate da povertà, stigma sociale, discriminazione o criminalizzazione. Porre le persone e le comunità al centro del nostro modello contribuisce a creare la fiducia fondamentale per realizzare la nostra missione e garantire che nessuno rimanga escluso.

 

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