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Liste d’attesa. Migliorano i tempi e offerta per visite ed esami, ma ancora oltre 4 milioni di prestazioni effettuate fuori tempo. Forti divari tra le Regioni

23 ottobre – I nuovi dati Agenas sui primi nove mesi del 2026 evidenziano oltre 2 milioni di prenotazioni in più entro i tempi di garanzia rispetto al 2025. Ma restano forti criticità per colonscopie, gastroscopie e visite dermatologiche. Profonde le differenze territoriali, anche se i risultati delle Regioni sono difficilmente confrontabili: la classe P, che consente attese fino a 120 giorni, rappresenta l’85,4% delle prime visite in Basilicata e il 76,2% in Campania, contro appena il 4,1% della Toscana. Agenas segnala anche l’utilizzo improprio delle priorità e le carenze nella presa in carico dei pazienti. IL BOLLETTINO

Le liste d’attesa migliorano, ma le criticità restano. Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni di visite specialistiche ed esami diagnostici sono aumentate di oltre il 10%, passando da 19,7 a 21,8 milioni. Crescono anche gli appuntamenti fissati entro i tempi di garanzia, oltre 2 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, circa 4 milioni di prenotazioni continuano a superare le scadenze previste, mentre persistono forti differenze territoriali.
È quanto emerge dal nuovo Bollettino Agenas, elaborato sui dati della Piattaforma nazionale liste di attesa, aggiornati al 30 settembre 2026, che monitora 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici.

Più prestazioni nei tempi, ma i ritardi restano elevati
Per le prime visite specialistiche il rispetto dei tempi di garanzia sale dal 76,9% al 78,6%, mentre per gli esami diagnostici passa dall’83,3% all’85%. Migliorano anche le prestazioni urgenti, da garantire entro tre giorni: dall’78,8% all’81,7% per le visite e dal 74,2% al 77,3% per gli esami. Progressi che non eliminano, tuttavia, le difficoltà di accesso alle cure.
Le prenotazioni oltre i tempi massimi sono infatti 2,11 milioni per le prime visite e 1,084 milioni per gli esami diagnostici, cui si aggiungono circa 800mila prestazioni con lievi ritardi. Nonostante l’aumento dell’offerta, il numero assoluto delle prenotazioni fuori tempo diminuisce soltanto di circa 35mila unità.
Tra le prestazioni più critiche figurano le visite dermatologiche, che rispettano i tempi nel 69,9% dei casi, le colonscopie (69,3%) e le gastroscopie (72,6%). Migliore la situazione delle visite oncologiche, che raggiungono il 95,3%.

Regioni, divari profondi ma classifiche da leggere con cautela
Per le prime visite, la Basilicata registra il 99% di rispetto dei tempi, seguita da Marche (94,7%), Lazio (92,3%) e Veneto (90,5%). In fondo alla graduatoria Puglia (55,3%), Umbria (62,7%) e Sardegna (64,3%). Per gli esami diagnostici guida il Veneto (97%), seguito da Campania (95,8%) e Basilicata (95,1%).
Ma Agenas richiama l’attenzione sulle profonde differenze nell’attribuzione delle classi di priorità, che rendono i risultati regionali difficilmente confrontabili. La classe P, che consente attese fino a 120 giorni, rappresenta infatti l’85,4% delle prime visite in Basilicata, il 76,2% in Campania e appena il 4,1% in Toscana. Una diversa distribuzione delle priorità che può incidere sulle percentuali complessive di rispetto dei tempi.

Appropriatezza prescrittiva e presa in carico
Il bollettino segnala anche l’utilizzo della classe P per prestazioni classificate come primi accessi che, in realtà, riguardano controlli e follow-up. Attività che dovrebbero essere gestite attraverso percorsi assistenziali programmati, evitando di gravare sulle agende delle prime visite.

Per affrontare queste criticità Agenas ha istituito un Tavolo permanente sull’appropriatezza prescrittiva e sui Raggruppamenti di attesa omogenei, con l’obiettivo di rendere più uniformi i criteri di attribuzione delle priorità.

Dal 2027 monitoraggio esteso a 114 prestazioni
Il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 prevede, dal 1° gennaio 2027, l’ampliamento delle prestazioni monitorate da 55 a 114. L’obiettivo è migliorare la capacità di individuare le criticità e rendere più omogenea la gestione delle liste d’attesa.
«Il Bollettino conferma un trend di miglioramento diffuso, segno di un impegno significativo di tutto il Servizio Sanitario sul tema delle liste d’attesa», sottolinea il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, ricordando tuttavia che «Conoscere i numeri, seppur necessario, non basta».

La sfida resta quindi duplice: ridurre concretamente i tempi di attesa e garantire una misurazione più omogenea, capace di restituire un quadro attendibile dell’accesso alle cure nelle diverse Regioni.