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Sommario n. 1 anno 2026




Editoriale

Iniziamo il 2026 con una riflessione a largo spettro: che cosa significa essere in salute?

È una definizione che è stata modificata ne corso dei decenni.

Una volta la salute era definita come “assenza di malattia o infermità”.

Poi si è passati nel 1948 a una concezione più ampia e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la definisce “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”.
È un cambiamento importante perché si considera la persona nella sua totalità, compreso l’equilibrio psicologico e l’integrazione sociale.

Nel 2011, sempre l’OMS definisce la salute come “la capacità di adattamento e di auto-gestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive”.
Questa nuova definizione cambia ulteriormente la prospettiva e pone l’accento sulle capacità della persona di convivere con situazione non ottimali, quindi anche con la malattia nelle sue varie accezioni.

Il 7 aprile è la Giornata Mondiale della Salute (World Health Day) con le varie accezioni di salute che abbiamo visto modificarsi nel tempo.

Nel 2025, lo slogan scelto dall’OMS per la Giornata Mondiale è stato “Un inizio sano, un futuro pieno di speranza” (Healthy beginnings, hopeful futures).

Queste le definizioni e questa la ricorrenza, ma tutto ciò ci deve indurre ad alcune riflessioni.

Intanto, deve essere chiara la differenza fra “diritto alla salute” e “diritto ad essere in salute”: come ben sappiamo, è impossibile eliminare la mattia né avere diritto all’immortalità.
Ma è fondamentale che il diritto alla salute sia davvero di tutti, senza alcuna discriminazione; tutte le persone devono poter accedere ai servizi, alle strutture e avere condizioni di vita appropriate.

Dobbiamo avere chiaro che il diritto alla salute include non solo l’assistenza sanitaria, ma anche tutto ciò che determina il nostro stato di salute: condizioni abitative adeguate, alimentazione, condizioni di lavoro e ambientali adeguate, accesso a una corretta educazione e informazione nel campo della salute, equilibrio mentale e vita sociale.

Noi che viviamo in condizioni privilegiate, dove l’assistenza sanitaria è garantita (ameno per ora), dobbiamo essere consapevoli che deve essere un diritto di tutte le persone che vivono nel nostro Paese.

Noi possiamo e dobbiamo avere stili di vita adeguati fin da piccoli, fin dalla gravidanza, e faccio riferimento agli slogan OMS “Un inizio sano è un futuro pieno di speranza”.

Quindi, iniziamo il prima possibile a prenderci cura di noi a 360°, non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale, e la nostra salute nel suo complesso ne trarrà vantaggio.

 

Elsa Viora
Direttore scientifico BenEssere Donna
Presidete SIGO

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