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Quale cura per la carenza di ferro

Approfondimento per il Ginecologo

 

Consulta le risposte del Dott. Carlo Maria Stigliano

1. Qual è la cura per la carenza di ferro?
Il primo provvedimento, per ricostituire le scorte marziali, è incrementare il ferro nella dieta, aumentando il consumo di alimenti ricchi di questo minerale e nella sua forma più ‘ biodisponibile’. Importante è anche correggere le errate abitudini alimentari come quelle, in uso nelle giovani donne, che sostituiscono porzioni di frutta e verdura con integratori alimentari, oppure aumentano l'assunzione di fibre contenenti sostanze che impediscono o riducono l'assorbimento del ferro. Quando la dieta non è sufficiente, nelle pazienti stabili dal punto di vista emodinamico, la carenza marziale può essere supplita per via orale.

2. I farmaci per la carenza di ferro sono tutti uguali?
Abbiamo a disposizione due categorie di prodotti per la supplementazione del ferro: integratori e farmaci. Occorre tuttavia precisare che gli integratori per definizione non devono contenere dosaggi terapeutici, cioè non contengono dosaggi della sostanza che si vuole somministrare capaci di ‘curare’; servono appunto ad integrare la normale dieta ma non a correggere un eventuale deficit.

3. … e sul piano farmacologico cosa possiamo aggiungere?
I farmaci possono contenere ferro elementare o in forma ferrica o in forma ferrosa. Quelli in forma ferrosa sono più utilizzati poiché hanno un migliore assorbimento. Il ferro ferroso lo troviamo sotto forma di: solfato ferroso, fumarato ferroso e gluconato ferroso, che differiscono per la quantità di ferro elementare (quello disponibile per l'assorbimento da parte dell'organismo) contenuto rispettivamente nel 20%, 33% e 12%.

4. Qual è la dose di ferro consigliata?
La dose giornaliera raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità varia da 60 mg/die a 120 mg/die di ferro ferroso (in relazione alla gravità dell'anemia) somministrata lontano dai pasti poiché i sali di ferro vengono assorbiti in minor quantità se legati agli alimenti.

5. Qual è la migliore modalità di sommistrazione del ferro?
Particolare gradimento riscuotono i preparati a lento rilascio che permettono la liberazione di ferro lentamente durante il transito intestinale del prodotto. Si migliora così sia l'assorbimento che la tollerabilità del farmaco. L'assorbimento infatti è inversamente proporzionale alla quota di ferro presente nel duodeno e nel digiuno mentre l'incidenza degli effetti collaterali gastrointestinali è direttamente proporzionale alla medesima quota.

6. In caso di disturbi nell'assunzione, cosa fare?
In alcuni casi la terapia orale può essere limitata da effetti collaterali gastrointestinali, come: pirosi, dolori addominali, nausea, costipazione, e feci di colore scuro, che si possono attenuare iniziando il trattamento con piccole dosi da aumentare progressivamente fino a raggiungere il dosaggio desiderato ed eventualmente frammentando il dosaggio con più somministrazioni al giorno.

7. Ci sono novità nei preparati a base di ferro?
Una novità è costituita da un farmaco a base di solfato ferroso unito ad un innovativo complesso polimerico che permette di ottenere la stessa efficacia terapeutica con un dosaggio di ferro più basso; la conseguenza è una migliore compliance da parte dei pazienti per i minori effetti collaterali, tipici dei preparati a base di ferro. D'altro canto l'aggiunta di vitamina C, di vitamina B12 oppure di folato al ferro non sembra invece dare particolare giovamento in termini di migliore assorbimento del minerale o di minore incidenza degli effetti collaterali.

8. Quanto tempo deve durare la cura?
Per quanto riguarda la durata della terapia orale dell'anemia sideropenia, di solito dopo 3-4 settimane di trattamento inizia ad aumentare l'emoglobina mentre il recupero della condizione anemica avviene in genere dopo due mesi anche in relazione alla gravità dell'anemia.
La terapia marziale dovrà continuare fino a raggiungere una concentrazione di ferritina sierica superiore a 50 ng/mL oppure empiricamente per almeno 3 mesi (OMS).
Le pazienti, una volta raggiunti i valori normali di emoglobina, sospendono – spesso arbitrariamente – il trattamento marziale soprattutto se questo provoca intolleranza gastrointestinale.
E' importante dare il tempo alle riserve di riacquistare il ferro perduto e ciò avviene di norma lentamente.

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