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Inchiesta DOXA sulla "violenza ostetrica" campagna "basta tacere" Vs documentazione diffusa.

 

Recentemente sono stati portati all'attenzione dell'Aogoi scritti, ed inchieste su "storie di violenza ostetrica" in Italia, con l'affermazione di essere in possesso di "dati autorevoli" su di esse.

Appare evidente che già la modalità di presentazione dell'indagine, mediante l'accostamento alla parola "violenza" dell'attributo "ostetrica" ne determina un grave effetto denigratorio per i professionisti del settore.

Invero le parole "violenza ostetrica", nel momento della comunicazione, diventano già da sole e nell'immediatezza, strumento di offesa della reputazione dei professionisti sanitari, trascendendo in palese attacco e aggressione della sfera morale altrui, che certo non costituisce un generico e lecito contenuto valutativo o espressione di un giudizio rispettoso della correttezza del linguaggio e consentito dal nostro ordinamento giuridico.

La "prima ricerca nazionale realizzata dalla Doxa per conto dell'Osservatorio sulla violenza ostetrica in Italia in collaborazione con le associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus denuncia che il 21% delle mamme italiane con figli di 0-14 anni avrebbe subito maltrattamenti fisici o verbali durante il parto nonchè azioni lesive della dignità psicofisica.

 

Nel documento diffuso sono riportate gravissime espressioni offensive che evocano deplorevoli comportamenti ascrivibili al profilo professionale ostetrico (ostetriche, medici e personale sanitario), mai tenuti e mai provati, inducendo nella mente del lettore una ingiusta ed intollerabile completa distorsione della realtà sanitaria italiana ed in particolare dell'assistenza ostetrica e al parto, conseguendo un risultato gravemente diffamatorio e lesivo della reputazione dei professionisti. Si utilizzano tanto citazioni e descrizioni tendenziose totalmente destituite di fondamento, quanto espressioni meno dirette ma non di minor pericolosità perché insidiose e suggestive là dove si parla di mamme italiane che sarebbero state vittime di una forma di violenza fisica o psicologica ad opera del personale ostetrico, o che avrebbero subìto un'assistenza al parto lesiva della propria dignità e integrità psicofisica.

Si accusa il personale sanitario, medici ed ostetriche, di praticare episiotomie "a tradimento", selvagge, inutili e dannose senza il consenso delle partorienti, praticamente menomandone la vagina e i perinei per puro sadismo, descrivendo questa come subdola e crudele pratica di menomazione genitale "senza scopo e utilità". Si descrive un desolato quadro con tanto di cifre e percentuali, di donne che quando sono meno sfortunate perché non fatte oggetto di pratiche di violenza sadica e sconsiderata, sono comunque abbandonate, trascurate, lasciate in solitudine sotto il profilo umano e assistenziale, perfino neglette nell'insorgenza di complicazioni ed esposizione a pericolo di vita. Si conclude con l'affermazione che le violenze inferte, i danni causati, le condotte in spregio alla dignità e riservatezza, sarebbero la causa del decremento di natalità in Italia per le conseguenti decisioni delle primipare di non volere altri figli!

Appare evidente la gravità della falsa ricostruzione di una sanità italiana che è costituita da ostetriche e medici ostetrico-ginecologi sadici o incuranti della persona, che mietono vittime per pura crudeltà. Il discredito gettato sulla intera classe sanitaria, sul SSN ed in particolare sul personale presente nelle sale parto dei nostri ospedali, al loro decoro e alla loro reputazione, le infondate affermazioni descrittive di un contesto assistenziale al parto, torvo, disumano, barbaro e tirannico, si appalesa censurabile e riprovevole e non può essere alcuna esimente o accampata giustificazione sotto il pretesto di qualsivoglia utilità sociale o doverosa informativa della collettività.

 

Le condotte appaiono ancor più gravi per il rifiuto di un confronto e di spiegazioni allorché alla richiesta di chiarimento sull'incresciosa vicenda e alla richiesta di palesare le fonti da cui sarebbero stati attinti dati e percentuali impunemente diffusi, è stato risposto, con un diniego motivato dalla volontà dei committenti.

Si evince dalla documentazione diffusa che la ricerca condotta dalla Doxa è nata su iniziativa dell'"Osservatorio sulla violenza ostetrica" in Italia (fondato da Alessandra Battisti ed Elena Skoko) ed è stata finanziata dalle associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus, che l'iniziativa rappresenta il proseguimento e l'evoluzione della campagna d'informazione e sensibilizzazione "Basta tacere: le madri hanno voce" e sosterrebbe il disegno di legge per far riconoscere la violenza ostetrica come reato dell'Onorevole Zaccagnini e del Senatore Romani, contro un "fenomeno ancora sommerso" di cui chi l'ha vissuto porta le cicatrici tutta la vita", arrivando anche a decidere di non avere più altri figli per il trauma subito.

Il riferimento inequivoco a fatti e circostanze gravissime, attribuibili al personale sanitario dell'area ostetrica, ostetriche e medici, attraverso "racconti diretti" di madri tutte in anonimato, il corredo di dati e percentuali allarmanti senza alcuna identificazione delle fonti da cui sarebbero emersi, rende la subdola campagna denigratoria ancor più riprovevole e disgustosa perché non consente alcuna leale possibilità di contraddittorio e confutazione.

 

Destano poi perplessità e legittimo sospetto lo scopo politico e di lucro rivelato da circostanze inequivoche, segnatamente:

  1. la campagna "bastatacere" è legata alla proposta di legge " Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico", per cercare di riconoscere anche in Italia la violenza ostetrica come reato.
  2. Al termine della campagna di sensibilizzazione è sorto l'Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia (OVOItalia), per proseguire nella raccolta di testimonianze di violenza ai danni delle partorienti durante le fasi del travaglio e del parto.
  3. Chiunque può sostenere concretamente le attività di sensibilizzazione, informazione e ricerca dell'Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia e la campagna "bastatacere: le madri hanno voce", con un contributo volontario attraverso La Goccia Magica Onlus tramite il sito http://www.lagocciamagica.it oppure all'IBAN IT68Z0895139130000000344705, causale #bastatacere.

 

Corre l'obbligo di evidenziare che non diminuisce la gravità delle condotte la missiva a firma dell'Avv. Alessandra Battisti che afferma la disponibilità ad un incontro e al dialogo con le società scientifiche (SIGO, AGUI, AOGOI) dopo aver dichiarato di essere la committente, assieme alle Dott. Skoko, Ravaldi e Cericco, della diffusione di notizie a mezzo dell'indagine DOXA-OVOITALIA che si appalesano gravi, fuorvianti e denigratorie dei professionisti, ostetriche e medici ostetrico-ginecologi, e di tutto il SSN.

Del resto non appare certo tranquillizzante, ma destano allarme e indignazione la nota metodologica della DOXA e il documento illustrativo dei campioni utilizzati per "l'indagine sull'esperienza di parto".

A fronte di oltre 500.000 (cinquecentomila) parti/anno per 14 anni (oltre 7-8 milioni di donne che hanno partorito in Italia) sono state "reclutate" da un panel 424 donne che si assume siano state intervistate "senza distorsioni". Appare evidente che la procedura illustrata non assicuri affatto l'asserita "numerosità campionaria", né il preteso "elevato grado di rappresentatività" e che le numerose distorsioni derivano dalla formulazione di domande suggestive e dallo stesso oggetto della campagna. A ciò si aggiunga l'inattendibilità di denunce di “violenza ostetrica” avanzate sempre da soggetti ignoti e che restano tali in quanto mai identificati.

Tutto ciò premesso, formalmente

si invita e diffida

a trasmettere entro 10 giorni dal ricevimento della presente, presso l’Ufficio Legale AOGOI i dati raccolti, palesandone le fonti e la metodologia adottata, si diffida ad astenersi dal riportare ogni espressione, suggestione, ricostruzione fuorviante e denigratoria in merito all'assistenza al parto in Italia, ad astenersi da ogni offesa e condotta diffamatoria e lesiva dell'onore e della dignità degli ostetrici-ginecologi. Si chiede la pronta rettifica di tutte le affermazioni errate, distorte, censurabili da voi diffuse e che certo non giovano ad avere un clima disteso nei nostri ospedali e nelle nostra sale parto.

Corre l'obbligo di evidenziare che in difetto sarà adita l'autorità giudiziaria competente a tutela degli interessi della classe medica ed in particolare dei ginecologi-ostetrici, atteso che le condotte tenute integrano gravi estremi di illecito.

 

Dott.ssa Elsa Viora, Presidente AOGOI
Prof. Antonio Chiàntera, Segretario Nazionale AOGOI
Avv. Vania Cirese, Ufficio Legale Penale A.O.G.O.I. 

 

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