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Menopausa. Indagine Sigo su 2000 donne: per il 65% è una fase complessa e negativa della vita della donna

20 ottobre - ‘Sdoganare’ la menopausa e cancellarne per sempre l’accezione di ‘periodo nero’ della vita di una donna. Questa l’intenzione della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO). Per tanti motivi, a cominciare dal fatto che, con un’aspettativa di vita superiore agli 80 anni, ormai le italiane trascorrono in menopausa almeno 30 anni della loro vita. I risultati di un sondaggio su oltre 2.000 donne italiane 

Se ne parla poco, per tanti motivi. Ma è uno sbaglio e un problema anche perché in menopausa - e questo è l’argomento ancora ‘tabù’-  le italiane trascorrono ormai oltre 30 anni della loro vita. E sono anni di vita piena, attiva da tutti i punti di vista, anche nella vita di coppia, che hanno bisogno di attenzione e delle giuste istruzioni per l’uso. Di qui l’idea del progetto ‘Menopausa, Meno… Male’  lanciato dalla SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) in occasione del congresso annuale della società scientifica, realizzata grazie ad un educational grant di MSD e proposto come campagna informativa anche al Ministero della salute. 
  
E che le donne abbiano bisogno di informazioni sui disturbi e i possibili rimedi della menopausa lo rivelano anche i risultati del sondaggio ‘Come vivi la menopausa’,  effettuato dalla SIGO lo scorso settembre su 2.037 italiane di età compresa tra i 40 e i 60 anni. 
  
La negatività è la percezione che ammanta la menopausa per la maggior parte delle intervistate : il 65% risponde infatti che è una ‘fase complessa e a tratti negativa della vita di una donna’, perché gravata da fastidi e disturbi per l’85% di loro. La vede invece come un periodo ‘positivo’ il restante 35% del campione, principalmente perché finalmente libere dai disturbi mestruali (45%) e per la possibilità di vivere in maniera più libera e rilassata la propria sessualità (39%). 
  
I disturbi di cui soffrono in menopausa le italiane del terzo millennio sono in pratica sempre gli stessi delle loro nonne: vampate (91%), disturbi urinari, irritazione e secchezza vaginale (68%), riduzione della libido (74%), aumento di peso(76%). Colpa anche del fatto che ben il 66% delle intervistate riferisce di non aver mai fatto uso della terapia ormonale sostitutiva. 
  
“Le terapie utilizzate in menopausa – riflette il professor Paolo Scollo, Presidente nazionale della SIGO - vanno soggette, come spesso capita in medicina, a vere e proprie mode. Così, abbiamo vissuto il boomdella terapia ormonale sostitutiva, quando tutte chiedevano il ‘cerottino’; poi è subentrato il terrore di ammalarsi di tumore e quindi c’è stato il crollo della terapia ormonale sostitutiva. Oggi possiamo con serena maturità affermare che la terapia ormonale sostitutiva fa bene. Purché naturalmente la prescrizione venga effettuata sulla base di una scrupolosa selezione delle pazienti e di una buona anamnesi. Oggi abbiamo risposte per ogni disturbo della menopausa e siamo dunque in grado di modellare una terapia su misura della singola paziente.” 
  
Tornando al sondaggio, le donne che non assumono terapie in menopausa interrogate sul ‘perché’ rispondono che ritengono faccia male (42%), che nessuno le ha informate in proposito (35%) o che le ritengono inutili (18%).
 
“Emerge chiaro da queste risposte – afferma il professor Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento Tutela della Salute della Donna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Presidente del congresso – che c’è una grande ignoranza rispetto a cosa accade in menopausa. E non è certo solo un problema di livello culturale. E’ assolutamente necessario fare informazione e spiegare alle donne che con gli adeguati stili di vita e le terapie ad hoc si può ovviare a questi problemi. Sorprende inoltre molto che solo un’intervistata su 10 alla domanda ‘con chi parla dei suoi problemi legati alla menopausa’ abbia risposto ‘con il marito/partner’. E questo perché la menopausa è un momento molto stressogeno per la coppia, da tanti punti di vista. Forse nel prossimo sondaggio varrebbe la pena di rivolgere una domanda anche ai mariti: ma vi siete accorti che vostra moglie è andata in menopausa?”.
 
E comunque, al di là delle battute, emerge chiaro il bisogno di maggior informazione per le donne (il 38% del campione risponde di non averne mai avute), che si declina soprattutto sugli aspetti delle ‘possibili terapie’ (36% del campione) e sulla prevenzione primaria (stili di vita) e secondaria (screening) per il 30% delle intervistate.
 
“La menopausa non è certo una malattia – sostiene il professor Enrico Vizza, Segretario Nazionale SIGO e Presidente del congresso in corso a Roma – lungi dunque da noi l’idea di medicalizzarla. Al contempo tuttavia la richiesta di intervento per supportare il benessere delle donne in questa fase della vita sta diventando sempre più importante. Sono molti gli interventi che possono essere messi in conto e uno di questi è la sensibilizzazione e la giusta informazione da dare alle donne, facendole sentire sempre seguite dal loro ginecologo. I chili di troppo ad esempio sono tra le conseguenze più temute della menopausa, ma solo il 24% delle donne afferma di praticare regolarmente sport e solo una su tre sostiene di seguire una dieta regolare ed equilibrata”. 
  
Problemi emergono anche nel controllo dei fattori di rischio e negli screening: il 29% delle donne non fa la mammografia prevista ogni due anni per la diagnosi precoce del tumore della mammella e una su tre non controlla annualmente pressione arteriosa e colesterolemia. 
  
“Nelle prossime settimane – prosegue Scambia – distribuiremo in tutti gli ambulatori di ginecologia materiale informativo; proseguiremo quindi con altre iniziative nazionali per fornire a tutte le donne gli strumenti formativi e i rimedi più adatti a preservare il benessere psico-fisico anche dopo i 50 anni.”
 
Non solo di ginecologi tuttavia ha bisogno la donna in menopausa. “La donna in questo periodo ha bisogno di interfacciarsi anche con altri specialisti – ricorda Scollo – come ortopedici, oncologi, cardiologi. A brevissimo licenzieremo due documenti, uno relativo ad un’indagine sui problemi cardiovascolari rilevati in 4 mila donne in menopausa; l’altro relativo all’osteoporosi. La Sigo fa parte a questo proposito di un tavolo ministeriale al quale partecipano anche medici di famiglia, ortopedici, reumatologi, fisioterapisti, biologi. Le donne vanno informate. Ma anche i medici vanno formati a gestire nel modo migliore i disturbi della menopausa”.
 
Menopausa Meno...Male vede la collaborazione di diverse società scientifiche come l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e la Fondazione Insieme contro il Cancro. Si articola attraverso varie iniziative, quali un sito internet dedicato (www.menopausamenomale.org), distribuzione di materiale informativo, elaborazione di sondaggi tra la popolazione e le società scientifiche, organizzazione di dibattiti pubblici e formazione degli stessi ginecologi. Nei prossimi mesi è in calendario la prima conferenza nazionale sulla salute della donna in menopausa, che coinvolgerà ginecologi, oncologi, cardiologi, endocrinologi, medici di famiglia. 
  
“Con la nostra campagna - afferma Scollo - vogliamo raggiungere anche tutti i camici bianchi che si interfacciano con le over 50. Siamo gli specialisti del benessere femminile e seguiamo le nostre assistite fin dall’inizio dell’età fertile. Possiamo quindi dare il nostro contributo affinché i vari professionisti della salute migliorino il loro approccio verso chi sta affrontando una fase complessa della vita”.
 

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