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Mobilità sanitaria. Il giro d’affari torna sopra i 4 miliardi. Ma il trend non cambia: è sempre esodo da Sud a Nord. Lombardia, Emilia Romagna e Veneto restano le mete preferite

8 settembre - Il fenomeno della migrazione per farsi curare fuori regioni che ogni anno coinvolge quasi un milione d’italiani è arcinoto e pare ormai endemico. In generale sono solo sette le Regioni ad essere in attivo mentre le altre 14 hanno saldi negativi. Campania, Calabria e Sicilia le regioni che spendono di più per i pazienti che scappano a curarsi fuori.

La mobilità sanitaria torna a crescere dopo gli anni più duri della pandemia da Covid. Il giro d’affari secondo i primi dati 2022 torna a superare i 4,3 miliardi in linea col dato del 2019. Il fenomeno della migrazione per farsi curare fuori regioni che ogni anno coinvolge quasi un milione d’italiani è ormai arcinoto e pare ormai endemico. Il trend, infatti, non cambia: è sempre un esodo da Sud verso Nord. Anzi a voler essere precisi principalmente gli italiani si spostano in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana che rappresentano le principali regioni che hanno un saldo attivo (il rapporto tra i pazienti provenienti da altre regioni e tra quella della regione che vanno a curarsi fuori). In generale sono solo sette le Regioni ad essere in attivo mentre le altre 14 hanno saldi negativi.

In testa c’è sempre la Lombardia con un attivo di 550 milioni, seguita dall’Emilia Romagna con 407 mln. Sul terzo gradino del podio il Veneto con 176 mln. A seguire la Toscana con 63 mln, il Molise (30 mln), Pa Bolzano e Pa Trento con 2 mln ciascuno. In attivo poi ci sono il Bambino Gesù (246 mln) e l’Acismom (42 mln).

Tutte le altre 14 regioni sono in passivo. La Campania è in cima alla lista (-277 mln) seguita da Calabria (-273 mln), Sicilia (-206 mln), Puglia (-177 mln), Lazio (-161 mln), Abruzzo (-97 mln), Liguria (-94 mln), Sardegna (-73 mln), Basilicata (-69 mln), Marche (-44 mln) Umbria (-16 mln), Valle d’Aosta (-10 mln), Friuli Venezia Giulia (-8 mln) e Piemonte (-8 mln).

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