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Cancro al seno. Solo a 5 donne su 10 ricostruito il seno insieme alla mastectomia. Al Sud va peggio

22 ottobre - I dati presentati al Policlinico Gemelli di Roma in occasione del Bra-Day (Breast reconstruction awareness Day), giornata internazionale della consapevolezza sulla ricostruzione mammaria. Il dato, riferito all’anno 2016, è comunque in crescita. L’intervento di ricostruzione combinata (cioè nella stessa seduta operatoria della mastectomia) avveniva infatti nel 34,67% dei casi nel 2010. In sei anni, dunque, c’è stato un incremento del 12,77 %. Ma il dato passa da picchi vicini al 100% nei grandi centri della Toscana e del Veneto a meno del 30% e perfino prossima allo zero nei centri della Sicilia, della Calabria e della Campania. I DATI 

Seppure il tumore alla mammella oggi venga trattato nell’80 per cento dei casi con interventi conservativi, solo al 47% delle numerose donne a cui viene effettuata una mastectomia viene ricostruito immediatamente il seno. Più della metà delle donne sottoposte alla mastectomia, dunque, rinuncia alla ricostruzione oppure si sottopone a più complessi interventi successivi alla demolizione procrastinando nel tempo il recupero della propria immagine corporea e del proprio benessere. La situazione, inoltre, si rivela a macchia di leopardo e peggiore per alcune regioni. Si va da picchi del 90% di ricostruzioni in contemporanea dei grandi centri dotati di Breast-Unit ospedaliere, soprattutto nel nord e nel centro Italia, a tassi inferiori al 30% e prossimi allo zero dei nosocomi periferici, in particolare nel meridione.

La prima fotografia delle italiane che vincono l’angoscia del tumore e della demolizione del proprio seno con l’aiuto della chirurgia ricostruttiva è stata effettuata dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus (BABC Italia), in occasione del Bra-Day (Breast reconstruction awareness Day), giornata internazionale della consapevolezza sulla ricostruzione mammaria che ricorre contemporaneamente in 10 diversi Paesi del mondo il 17 ottobre.

Il BRA-DAY verrà festeggiato dalla BABC Italia con una tavola rotonda dal titolo ‘La resilienza delle donne dopo il tumore’ in programma oggi presso la hall della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma alle ore 18. Per l’occasione saranno presentati i dati statistici sul numero delle donne a cui viene ricostruito il seno immediatamente e saranno anche svelate le tre vincitrici del contest fotografico ‘Resilienza’ organizzato da Obiettivo Fotografico per BABC Italia. Il concorso, a cui hanno aderito oltre 200 donne, mostra gli scatti fatti dalle stesse pazienti e dalle loro famiglie. Dato il grande successo e l’alto impatto emotivo di tali fotografie, una più ampia selezione sarà in mostra a Palazzo Ferrajoli, in piazza Colonna 355 a Roma, sabato 20 e domenica 21 ottobre.

Tornando ai dati, l’Italia infatti dimostra un indice medio di ricoveri per interventi demolitivi del tumore al seno con ricostruzione immediata (incluso l’inserimento dell’espansore) della mammella del 47,44% (anno 2016). Erano il 34,67 % nel 2010 e, in sei anni, c’è stato un incremento del 12,77 %. La situazione è migliorata ma ancora più della metà delle donne rinuncia, procrastinando nel tempo il recupero della propria immagine corporea e del proprio benessere.

L’indice medio degli interventi combinati (intervento demolitivo per tumore invasivo della mammella e ricostruzione o inserzione di espansore nello stesso ricovero) è di circa l’80% in Liguria ed in Umbria; circa il 70% in Toscana; il 60% nel Lazio; il 59% in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Molise, il 45% in Piemonte, il 40% in Sardegna; il 39% in Friuli, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Il 25 % in Campania, Calabria e Basilicata. Queste le medie. Analizzando però i margini di grandezza dei dati si evidenziano picchi vicini al 100% degli interventi combinati nei grandi centri della Toscana e del Veneto e prossimi al 90% quelli della Lombardia, dell’Umbria, del Lazio e della Campania. Al contrario la variazione statistica della Sicilia, della Calabria e della Campania indica una proporzione anche inferiore al 30% e perfino prossima allo zero.

Spiega Marzia Salgarello, Presidente della Beautiful After Breast Cancer Onlus (BABC) e responsabile del BRA-Day per la SICPRE (Società italiana chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica): “Per la prima volta abbiamo raccolto questi dati, incrociando fonti come il programma Nazionale Esiti ed Eurostat, oltre alle più recenti pubblicazioni internazionali. Seppure l’aumento al 47% sia sensazionale e ci lascia sorpresi, ancora c’è molta strada da fare. Le pazienti sono maturate e il livello culturale sanitario è migliorato. Le Breast-Unit sono centri d’eccellenza dove le donne sono prese in carico in modo completo e privilegiato. Però non è così su tutto il territorio nazionale e dobbiamo ambire a ricostruire il seno e il benessere femminile nella quasi totalità dei casi”.

I casi in cui non si può agire immediatamente né fare la ricostruzione sono la minoranza dei tumori, quando in fase estremamente avanzata. Poi ci sono anche le donne che non vogliono ricostruire il seno per scelta e il trend sembra aumentare. “Rinunciare alla ricostruzione del proprio seno deve essere frutto di una scelta personale che però va fatta in modo informato. Che sia un bisogno psicologico da rispettare, non la conseguenza di una informazione incompleta, di vuoti a livello assistenziale, di dubbi e paure ingiustificate” conclude Salgarello.

Sottolinea Adriana Cordova, consiglio direttivo BABC Italia e Responsabile dell’ U.O.S. di Chirurgia Plastica della Mammella, Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Giaccone, Palermo: “Per quanto il tumore mammario venga trattato nell’80 per cento dei casi con interventi di oncoplastica conservativa, le quadrantectomie che risparmiano l’intera mammella e prevedono l’asportazione solo del quadrante coinvolto nella neoplasia, sono comunque molte le donne che ogni anno vengono sottoposte alla mastectomia. Per queste pazienti l’incidenza degli interventi di ricostruzione in tempo unico varia in base a dove vengono operate e su questo dato si può riflettere”.

 

 

 

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