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Coronavirus. Che differenza c’è tra COVID-19 e una normale influenza? Le risposte dell’Oms

9 marzo - Spesso influenza e COVID-19, la malattia sviluppata dal nuovo Coronavirus, vengono messe a confronto anche per cercare di dare un parametro di riferimento sulle caratteristiche delle due malattie. E ora l'Oms prova a chiarire con un documento quali sono le differenze tra i due virus e sulle loro modalità di diffusione. Conoscerle è importante - sottolinea l'Oms - per implementare misure di sanità pubblica in grado di rispondere sia al Covid-19, sia al virus dell’influenza.

Influenza e COVID-19: la prima la conosciamo bene essendone affetti ogni anno milioni di persone in tutto il mondo, la seconda è del tutto nuova e di lei sappiamo quello che si sta apprendendo sul campo, giorno dopo giorno, a seguito dell’epidemia in corso partita dalla Cina a gennaio ed estesa ormai a moltissimi Paesi in tutto il mondo, con l’Italia tra quelli con più soggetti colpiti, sia in termini assoluti, che in rapporto alla popolazione.

 

A fare il punto sulle differenze tra influenza e COVID-19 è l’Oms in un focus pubblicato oggi con domande e risposte che mettono a fuoco in cosa differiscano le due malattie e i due virus che le provocano. Entrambe le infezioni presentano danno origine a problemi respiratori, ma sussistono importanti diversità sulle modalità di diffusione. Conoscerle è importante - sottolinea l'Oms - per implementare misure di sanità pubblica in grado di rispondere sia al Covid-19, sia al virus dell’influenza.
 
In cosa sono simili COVID-19 e virus dell’influenza?
In primo luogo, entrambi i virus si presentano con una patologia di carattere respiratorio ad ampio raggio: i pazienti possono essere asintomatici, presentare una sintomatologia di bassa gravità, fino ad arrivare a una patologia severa e alla morte.
 
In secondo luogo, entrambi i virus si trasmettono per contatto, goccioline nasali (droplet), materiale contaminato dalla persona infetta. Dal punto di vista della salute pubblica, le misure da implementare per limitarne la diffusione sono le stesse: igiene delle mani, starnutire all’interno del gomito o in un fazzoletto di carta e poi gettarlo.
 
Quali le differenze?
La velocità di trasmissione è un importante aspetto differenziale tra i due virus. L’influenza ha una media di giorni di incubazione più bassa e un intervallo seriale più breve del Covid-19.
L’intervallo seriale del Covid-19 è di 5-6 giorni, mentre quello dell’influenza è di 3 giorni. Ciò significa che l’influenza può diffondersi più velocemente del Covid-19.

La trasmissione in 3-5 giorni della malattia, o la potenziale trasmissione pre-sintomatica, rappresenta il maggior vettore dell’influenza. Di contro, sappiamo che ci sono persone in grado di diffondere il Covid-19 ventiquattro-quarantotto ore prima che appaiano i sintomi, ma, al momento, questo aspetto non possa rappresentare il vettore più pericoloso della trasmissione.

Il numero di riproduzione dei casi - ovvero il numero delle infezione generate da un singolo caso - è stimato tra 2 e 2,5 per Covid 19; un numero più alto di quello dell’influenza. Tuttavia, le stime relative sia a Covid-19, sia all’influenza, sono estremamente correlate al tempo e al contesto in cui avvengono, per cui è difficile fare comparazioni dirette.

I bambini sono un importante veicolo di trasmissione comunitaria del virus dell’influenza. Per quanto riguarda il Covid-19, i primi dati hanno indicato un impatto minore tra i bambini e le percentuali di forme cliniche nella fascia di età 0-19 anni sono basse. Inoltre, i dati preliminari che arrivano dagli studi condotti in Cina indicano che i bambini colpiti dal virus sono stati infettati dagli adulti, piuttosto che viceversa.
 
Mentre il range dei sintomi è simile tra i due virus, le percentuali di forme severe delle patologie sembrano essere differenti.
Per quanto riguarda Covid-19, i dati a disposizione suggeriscono che l’80% dei casi è di bassa gravità o sono asintomatici, il 15% sono costituti da gravi infezioni, il 5% è rappresentato da casi critici che richiedono la somministrazione di ossigeno. Questa percentuale di situazione critiche potrebbe essere più alta se confrontata con quella dell’influenza.
 
La popolazione a maggior rischio per l’influenza è rappresentata dai bambini, dalle gestanti, dagli anziani, dagli immunodepressi e da tutti coloro che soffrono di patologie croniche.
 
Per quanto riguarda il Covid-19, al momento sappiamo che la popolazione a maggior rischio è quella anziana e con patologie sottostanti che possono rendere più grave l’infezione.
 
La mortalità con Covid-19 appare più alta di quella provocata dall’influenza, in particolare dall’influenza stagionale. Servirà ancora tempo per fare una stima esatta della mortalità di Covid-19.

I dati che abbiamo a disposizione ad oggi indicano che la percentuale di “mortalità cruda” (ovvero il rapporto tra il numero dei decessi riportati e quello dei casi riportati) si attesta tra il 3 e il 4%; la percentuale di mortalità da infezione (ovvero il rapporto dei casi mortali riportati e il numero delle infezioni riportate) potrebbe essere più bassa.
 
Invece, per quanto riguarda la stagione influenzale, generalmente la mortalità si attesta sotto lo 0,1%.
 
Quali risorse terapeutiche sono disponibili per Covid-19 e influenza?
In Cina sono in corso alcuni trial clinici e sono in fase di sviluppo più di 20 vaccini per Covid-19, ma nessuno ancora è pronto per essere impiegato. Per l’influenza sono invece disponibili vaccini e antivirali. Il vaccino per l’influenza non è efficace per Covid-19, ma è assolutamente raccomandato vaccinarsi per prevenire l’influenza.
 
Marco Landucci

 

 

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