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Covid. Lo studio: i medici italiani più colpiti da ansia e depressione durante la pandemia, rispetto ai colleghi catalani e britannici

10 luglio - Lo rileva uno studio britannico in pre print che ha analizzato un campione di oltre 5mila medici italiani, catalani e del Regno Unito. Gli italiani svettano sia per quanto riguarda i livelli di ansia e depressione che per la percezione di essere stati esposti e vulnerabili senza adeguate protezioni. LA RICERCA

I medici italiani hanno sofferto più di altri lo stress, con annesse ansia e depressione, conseguente alla pandemia Covid. Lo rileva uno studio in pre stampa di un gruppo di ricercatori delle Università di Exeter, Cambridge e Glasgow che hanno esaminato i tassi di ansia e depressione tra i sanitari in Italia, Catalogna e Regno Unito (in tutto 5.275 medici) in due momenti durante la pandemia di COVID-19 (giugno 2020 e novembre/dicembre 2020).
 
I tassi di ansia e depressione sono risultati più alti in Italia (24,6% e 20,1%, giugno 2020), al secondo posto in Catalogna (24,6% e 17,4%, giugno 2020) e più bassi nel Regno Unito (11,7% e 13,7%, giugno 2020).

 

In tutti i paesi, si riscontra un rischio maggiore di sintomi di ansia e depressione tra le donne, gli individui di età inferiore ai 60 anni, coloro che si sentono vulnerabili/esposti al lavoro e coloro che godono di cattive condizioni di salute.

 

La ricerca ha sondato anche altri aspetti relativi alla percezione della propria sicurezza a contatto con l’emergenza Covid. Anche in questo caso i medici italiani spiccano tra quelli che denunciano di non avere avuto le adeguate protezioni (PPE) e tra quelli che si sono sentiti più vulnerabili ed esposti.

 

 

 

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