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Dalla gravidanza al parto in emergenza Covid: ecco i consigli di ginecologi, ostetriche e neonatologi

25 aprile - Diciotto consigli pratici per tutti gli operatori ma anche per le neo mamme elaborati dai ginecologi Sigo, Aogoi, Agui, dall'Ordine delle ostetriche e dai neonatologi della Sin con tutte le indicazioni per muoversi in sicurezza nelle varie fasi della gestazione e al momento dell’evento nascita. IL DOCUMENTO

Si intitola “Gravidanza e parto in epoca Covid-19: consigli pratici” e l’hanno messo a punto le tre società scientifiche della ginecologia italiana (Sigo, Aogoi, Agui), gli Ordini delle Ostetriche e la Società italiana di neonatologia.
 
Diviso in due parti, “durante la gravidanza” e “nei punti nascita” fornisce una serie di indicazioni pratiche utili sia per gli operatori che per le future mamme.
 
Qui di seguito il testo integrale:
 
Durante la gravidanza
 
• La gestione della gravidanza è immodificata, in termini di controlli clinici e strumentali. Va favorita la possibilità̀̀ di posticipare i controlli differibili al fine di ridurre al minimo i contatti, dandone evidenza documentale nella cartella clinica
 
• La donna gravida appartiene ad una fascia di popolazione a rischio di infezioni respiratorie.  Necessario rispetto stretto delle norme di prevenzione del rischio di contagio, come per tutta la popolazione (distanziamento di almeno un metro, lavaggio frequente delle mani, ecc.)
 
• Stretto rispetto delle vaccinazioni raccomandate (pertosse, influenza)
 
• La donna deve essere informata che l’eventuale accompagnatore non può essere presente al momento delle visite/esami strumentali, salvo situazioni particolari da valutare con il medico/ostetrica o indicazioni specifiche regionali/aziendali
 
• Auspicabile utilizzo di mascherina per la donna e per i sanitari in ogni indagine clinica e strumentale
 
• Rispetto della scelta da parte della donna della modalità del percorso nascita (ospedaliero, consultoriale, in libera professione, privato)
 
• Corsi di accompagnamento alla nascita on-line, fruibili da tutte le gravide, qualunque sia il percorso prescelto
 
• Per le donne lavoratrici in gravidanza devono essere garantite tutte le modalità di protezione compresa la modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o a distanza.
 
Nei Punti nascita
 
• Netta separazione tra percorso delle donne con triage clinico-anamnestico negativo e/o con test negativi e percorso delle donne con infezione da SARS-CoV-2 documentata o sospetta
 
• Importanza fondamentale del triage clinico-anamnestico per la identificazione dei casi sospetti. Auspicabile l’utilizzo di test rapidi o tamponi per tutti i casi sospetti o, meglio, per tutte le donne 
 
• Utilizzo di mascherina per la donna e per i sanitari durante il travaglio. Auspicabile utilizzo dei DPI previsti per le manovre producenti aerosol durante l’assistenza al periodo espulsivo.
 
• Utilizzo dei DPI COVID in occasione del travaglio e parto, sia esso spontaneo che nei TC nelle donne con infezione da SARS-CoV-2 documentata o sospetta
 
• Da evitare l’utilizzo di sale travaglio in cui accedono più donne
 
• Auspicabile presenza del partner (o in sua assenza persona di fiducia della donna) in travaglio e durante il parto, dopo adeguato triage clinico-anamnestico con rispetto delle distanze ed utilizzo dei DPI
 
• Nelle donne con triage clinico-anamnestico negativo e/o con test negativi, non vanno modificate le procedure di pelle-pelle e di clampaggio del cordone ombelicale. Nelle donne con infezione da SARS-CoV-2 documentata o sospetta, è suggerito il clampaggio precoce ed evitare pelle-pelle
 
• Durante il periodo di degenza assenza di visitatori, salvo situazioni particolari (donne minorenni o con invalidità fisica/psichica). Per quanto riguarda il partner, è auspicabile l’identificazione di percorsi che garantiscano il contatto genitoriale
 
• Auspicabile dimissione precoce, protetta e concordata con assistenza ostetrica sul territorio e a domicilio, o con consulenza telefonica
 
•  Ribadita l’utilità dell’allattamento materno in tutti i casi, comprese le donne con infezione da SARS-CoV-2 documentata o sospetta se le condizioni materne lo consentono (non sintomatiche o paucisintomatiche).

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