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Latte materno. Unicef/Oms: “Gli interessi commerciali non devono minacciare l’allattamento. I Governi applichino le leggi”

22 maggio - Questo l'invito lanciato da Henrietta Fore e Tedros Adhanom Ghebreyesu in occasione del 40° anniversario dell’adozione del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno. Aumentata in 40 anni del 50% la diffusione dell’allattamento esclusivo, 900 milioni i neonati che a livello globale hanno goduto di miglioramenti grazie all’allattamento esclusivo nella loro infanzia.

I governi devono promulgare e far rispettare la legislazione per impedire che gli interessi commerciali minaccino l’allattamento, l’alimentazione ottimale del neonato e del bambino, e la salute dei bambini e delle donne, anche durante la gravidanza e l’allattamento. Gli operatori sanitari devono proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento; non devono accettare sponsorizzazioni da aziende che commercializzano alimenti per neonati e bambini per borse di studio, premi, sovvenzioni, incontri o eventi. E ancora, l’industria dell’alimentazione dei neonati e dei bambini deve impegnarsi pubblicamente al pieno rispetto, a livello globale, del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e delle successive risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità.
 
Queste le indicazioni che arrivano da Unicef Oms in occasione del 40° anniversario dell’adozione del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno. In una dichiarazione congiunta Henrietta Fore Direttore generale dell’Unidef e Tedros Adhanom Ghebreyesus Direttore generale dell’Oms hanno quindi lanciato appello ai governi, agli operatori sanitari e all’industria degli alimenti per l’infanzia affinché attuino e rispettino pienamente i requisiti del Codice
 
“Nel 1981, funzionari dai sistemi sanitari di tutto il mondo – hanno dichiarato – si sono riuniti nell’Assemblea Mondiale della Sanità per rispondere alle strategie di marketing aggressivo da parte dell’industria dell’alimentazione dei neonati e dei bambini, che stava promuovendo l’alimentazione con latte artificiale a discapito dell’allattamento e causando un drammatico aumento della morbilità e della mortalità infantile. Il risultato è stato il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, un quadro politico di riferimento pensato per impedire agli interessi commerciali di danneggiare i tassi di allattamento e mettere in pericolo la salute e la nutrizione dei più giovani abitanti del pianeta”.
 
Negli ultimi 4 decenni, ricordano Unifef e Oms, c’è stato un aumento del 50% nella diffusione dell’allattamento esclusivo. Come risultato, un numero stimato di 900 milioni di neonati a livello globale hanno goduto di miglioramenti nella sopravvivenza, crescita e sviluppo grazie all’allattamento esclusivo nella loro infanzia.  L’allattamento è vitale per la nutrizione, la salute e il benessere dei bambini e delle bambine per tutta la vita. Riduce i costi per le famiglie, le strutture sanitarie e i governi. Protegge i bambini dalle infezioni e salva vite; supporta il legame emotivo fra madri e bambini, insieme ad altri benefici per la salute mentale.  Nonostante ciò, il marketing aggressivo sui sostituti del latte materno continua a scoraggiare le donne ad allattare, mettendo a rischio la salute sia dei bambini che delle donne.
 
“Il quarantesimo anniversario dell’adozione del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno – proseguono – è un’opportunità per segnare i progressi significativi raggiunti nella protezione e promozione dell’allattamento, ma anche un monito sul lavoro ancora da fare. La maggioranza dei paesi ha emanato leggi per attuare almeno alcune disposizioni del Codice. Ma, purtroppo, solo 25 paesi hanno attuato misure che sono sostanzialmente allineate con il Codice. Il Codice rimane tanto rilevante oggi quanto lo era 40 anni fa”.
 
L’anno scorso, alcune ditte di alimenti per l’infanzia hanno sfruttato la pandemia da Covid-19 per promuovere i loro prodotti, facendo leva su timori infondati che l’allattamento potesse trasmettere il Covid-19. Le indicazioni dell’Oms e dell’Unicef sono chiare: “le madri con un’infezione da Covid-19 sospetta o confermata dovrebbero continuare ad allattare”.
 
“Insieme – concludono – dobbiamo considerare la pietra miliare del 40° anniversario come un’opportunità per celebrare i progressi compiuti nella promozione e nel sostegno dell’allattamento e invitare a proteggere coraggiosamente l’allattamento come il miglior inizio di vita, per ogni bambino.”
 
Nel programma ‘Insieme per l’Allattamento’ che l’Unicef Italia porta avanti da diversi anni, il rispetto del Codice è richiesto per tutte le persone che lavorano all’interno di uno dei 30 Ospedali Amici, le 7 Comunità Amiche e i 4 Corsi di Laurea per proteggere le famiglie e loro stessi dalle pressioni commerciali.  “Durante la gravidanza e i primi anni di vita - spiega Carmela Pace, Presidente dell’Unicef Italia – le famiglie sono particolarmente vulnerabili al marketing dei sostituti del latte materno perché in questo periodo si trovano a prendere decisioni che riguardano l’alimentazione dei loro bambini. Hanno diritto di prendere una decisione informata basata su informazioni complete, sostenute da prove di efficacia, libere da interessi commerciali, e con il sostegno necessario che consenta loro di portare a termine la loro decisione per non rischiare di danneggiare l’allattamento. Per questo l’Oms e l’Unicef invitano tutto il personale e tutti i servizi sanitari ad aderire al Codice”.

 

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