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Monitoraggio Covid. Rt stabile a 0,99. Lombardia, Piemonte e Marche in zona arancione. Basilicata e Molise diventano rosse. “Urgenti nuove misure, incidenza peggiora”

27 febbraio - È quanto emerge dal monitoraggio curato da Iss e Ministero della Salute relativo alla settimana dal 15 al 21 febbraio. La Liguria verso la zona gialla e la Sardegna potrebbe essere la prima a scendere in zona bianca. “L’epidemia dopo un iniziale lento peggioramento, entra questa settimana nuovamente in una fase in cui si osserva una chiara accelerazione nell’aumento dell’incidenza nazionale”. IL REPORT

Lombardia, Piemonte, Marche da lunedì in zona arancione. E Basilicata e Molise in zona rossa. La Liguria invece dovrebbe virare verso la zona gialla dall'arancione e la Sardegna potrebbe essere la prima a scendere in zona bianca. È quanto emerge dal monitoraggio curato da Iss e Ministero della Salute e relativo alla settimana dal 15 al 21 febbraio. L’indice Rt rimane stabile a 0,99.
 
“L’epidemia – si legge nel documento - dopo un iniziale lento peggioramento, entra questa settimana nuovamente in una fase in cui si osserva una chiara accelerazione nell’aumento dell’incidenza nazionale”.
 
“Si conferma – prosegue - per la quarta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Aumenta il numero di Regioni/PPAA classificate a rischio alto (da una a cinque: Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria) mentre diminuisce il numero di quelle classificate a rischio moderato o basso”.
 
“Alla luce dell’aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell’incidenza su tutto il territorio italiano – rileva il report, sono necessarie ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari”.
 
In area gialla ci sono al momento: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto
 
In area arancione ci sono: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Pa Bolzano, Pa Trento, Toscana e Umbria.
 
In area rossa ci sono: Basilicata e Molise
 
La sintesi.
 
Si osserva una chiara accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (145,16 per 100.000 abitanti (15/02/2021-21/02/2021) vs 135,46 per 100.000 abitanti (08/02/2021-14/02/2021), dati flusso ISS).
 
L’incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio, quindi, si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. L’incidenza settimanale supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti in due PPAA: Provincia Autonoma di Bolzano (539,01 per 100.000 abitanti), Provincia Autonoma di Trento (309,12 per 100.000 abitanti). Quattro regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Molise e Umbria) hanno una incidenza maggiore di 200 casi per 100,000 abitanti.
 
Nel periodo 03 – 16 febbraio 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99 (range 0,93– 1,03), stabile rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che supera l’uno.
 
Si conferma per la quarta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Sono 15 le Regioni/PPAA con un rischio alto o moderato. In particolare, cinque Regioni (Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria) rispetto alla settimana precedente hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Sono 10 (vs 12 la settimana precedente) le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio moderato (di cui cinque ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei (vs otto la settimana precedente) con rischio basso. Dieci Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui una (Basilicata) ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, cinque hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.
 
Si osserva un peggioramento anche nel numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (8 Regioni/PPAA vs 5 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua ad essere alto ma sotto la soglia critica (24%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.074 (16/02/2021) a 2.146 (23/02/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è sostanzialmente stabile (18.463 al 16/02/2021, a 18.295 al 23/02/2021). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive.
 
In aumento il numero di Regioni/PPAA dove sono state riportate allerte di resilienza (9 vs 7 settimana precedente). Due Regioni (Lombardia e Piemonte) riportano molteplici allerte di resilienza.
 
Continua ad aumentare il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (31.378 vs 29.196 la settimana precedente) e scende lievemente la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (29,4% vs 29,8%). Aumenta, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (36,1% vs 33,7% la settimana precedente). Infine, il 20% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 14,5% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.
 
L’età mediana dei casi diagnosticati è diminuita a 44 anni.

 

 

 

Luciano Fassari

 

 

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