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Covid. Fa paura la nuova variante sudafricana “Omicron”. Preoccupa l’alto numero di mutazioni

27 novembre - A spaventare è la variante B.1.1.529 che, per alcuni scienziati inglesi potrebbe essere "la peggiore vista da inizio pandemia". Ha 32 mutazioni nella proteina spike, circa il doppio della variante Delta.

Fa paura la nuova variante B.1.1.529 proveniente dal Sudafrica e denominata Omicron.  A spaventare è una costellazione molto insolita di mutazioni che potrebbero aiutare il virus a eludere la risposta immunitaria e renderlo più trasmissibile. La variante è rapidamente aumentata nella provincia sudafricana di Gauteng e potrebbe essere già presente nelle altre otto province del paese.
 
La variante Omicron è stata segnalata per la prima volta all'Oms dal Sudafrica il 24 novembre scorso. Lì, nelle ultime settimane, le infezioni sono aumentate vertiginosamente in coincidenza con il rilevamento della variante B.1.1.529. La prima infezione confermata nota proveniva da un campione raccolto il 9 novembre 2021.
 
Questa variante, come sottolineato anche dall'Oms, è caratterizzata da un gran numero di mutazioni, alcune delle quali preoccupanti. "Prove preliminari suggeriscono un aumento del rischio di reinfezione con questa variante. Il numero di casi di questa variante sembra essere in aumento in quasi tutte le province del Sudafrica. L'attuale diagnostica Pcr Sars-CoV-2 continua a rilevare questa variante. Questa variante è stata rilevata a velocità più elevate rispetto ai precedenti picchi di infezione, suggerendo che questa variante potrebbe avere un vantaggio di crescita".
 
L'Oms ha classificato Omicron come variante Voc. Si tratta quindi di una variante associata a uno o più dei seguenti cambiamenti di grado di importanza globale per la salute pubblica:
- aumento della trasmissibilità o cambiamento dannoso nell'epidemiologia di Covid; 
- aumento della virulenza o cambiamento nella presentazione clinica della malattia; 
- diminuzione dell'efficacia della sanità pubblica e delle misure sociali o della diagnostica disponibile, dei vaccini, delle terapie.

 

Per l’Ecdc, "si teme che l'elevato numero di cambiamenti delle proteine ​​spike possa portare a un cambiamento significativo nelle proprietà antigeniche del virus. Sulla base delle prove disponibili, è probabile che questa variante sia associata a una trasmissibilità molto elevata e a una significativa fuga immunitaria. Finora, non ci sono prove di cambiamenti nella gravità dell'infezione".
  
"La variante è stata finora rilevata nelle sequenze riportate da Botswana (6), Sud Africa (59) e Hong Kong (1) secondo i dati riportati a Gisaid EpiCoV. Il primo caso segnalato da Hong Kong ha una storia di viaggi segnalati in Sud Africa. Hong Kong ha segnalato un secondo caso correlato al primo. Israele ha segnalato un caso identificato in una persona proveniente dal Malawi. Tutti i casi sequenziati segnalati dal Sudafrica provengono dalla regione del Gauteng, dove si trova Johannesburg, che attualmente sta vivendo un rapido aumento dei casi di Covid", spiega l'Ecdc.

La prima data di raccolta del campione segnalata è l'11 novembre 2021 (Botswana). A causa del basso numero di sequenze recenti riportate dal Botswana, non è possibile escludere la trasmissione in comunità.
 
Come prima reazione a questa variante molti Paesi, tra i quali l’Italia, hanno deciso di chiudere i voli provenienti da Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia ed Eswatini.
  
La presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen, ha annunciato che il cosiddetto “freno di emergenza” previsto dalle norme UE adottate durante la pandemia per interrompere i viaggi aerei dalla regione dell'Africa meridionale a causa del pericolo rappresentato dalla variante B.1.1.529.

Giovanni Rodriquez

 

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