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Procreazione medicalmente assistita e COVID-19: la survey del Registro nazionale PMA

21 maggio - Il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita dell’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un’indagine conoscitiva sulle attività di PMA svolte in Italia durante la pandemia da COVID-19, per valutarne l’impatto nelle diverse realtà regionali e nei diversi contesti assistenziali.

 

In seguito delle disposizioni per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 emanate dal governo e alle linee di indirizzo per la rimodulazione dell’attività programmata differibile delle attività ospedaliere e ambulatoriali emanate dal ministero della Salute, tutte le attività sanitarie ambulatoriali ritenute non urgenti - tra cui le attività dei centri di PMA - sono state sospese.

 

Il 2 maggio scorso Il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita dell’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un’indagine conoscitiva sulle attività di PMA svolte in Italia durante la pandemia da COVID-19, per valutarne l’impatto nelle diverse realtà regionali e nei diversi contesti assistenziali.

 

 

Gli obiettivi di questa survey sono molteplici:

  • valutare l’impatto dell’epidemia da COVID-19 sulla riduzione dei trattamenti di PMA, raccogliendo il numero di trattamenti che sono stati sospesi, rinviati, cancellati durante il periodo di emergenza (fino al 30 aprile 2020)
  • evidenziare eventuali differenze nella gestione organizzativa e nell’attività sospesa sia a livello regionale che dei diversi setting assistenziali (pubblico, convenzionato, privato)
  • indagare in che modo i centri di PMA hanno modificato la propria attività a livello organizzativo (cambio di Procedure Operative Standard, SOP), gestione della comunicazione con il paziente a cui viene sospeso o differito il trattamento…) a seguito dell’emergenza.

Metodologia

La survey si basa su un questionario conoscitivo elaborato dallo staff del Registro e rivolto ai Centri di II e III livello, che applicano metodologie più sofisticate con procedure di fertilizzazione in vitro come FIVET, fertilizzazione in vitro e embryo transfer, ICSI iniezione intracitoplasmatica di un singolo spermatozoo, tecniche di prelievo chirurgico di spermatozoi e di crioconservazione dei gameti maschili, femminili e di embrioni.

 

Il questionario, che prevede un’autocompilazione telematica, è stato attivato sul sito web del Registro Nazionale PMA all'interno dell'area riservata ai centri di PMA. Ai responsabili dei 200 centri di PMA di II e III livello, attivi al momento in Italia e iscritti al Registro, destinatari della survey, è stata inviata una lettera di invito alla compilazione del questionario motivando ed evidenziando la necessità di raccogliere queste informazioni in tempi brevi per valutare l’impatto che la pandemia ha avuto (e avrà) nel contesto della PMA. Inoltre, all’interno del questionario è prevista una pagina di FAQ per aiutare la compilazione.

 

Passata una settimana dall’apertura, lo staff del Registro, ha svolto un’attività telefonica di supporto e reminder per la compilazione del questionario. Ad oggi più dell’80% dei centri di PMA ha risposto all’indagine.

 

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