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Esclusivo. Recovery Fund: ecco tutti i progetti del Ministero della Salute. Dalla riforma del territorio alla sanità digitale. Le proposte sul tavolo del Governo per 68 mld

5 settembre - Prevista anche l’istituzione di nuovi presidi per degenze temporanee, investimenti in salute mentale e anche la possibilità di garantire ad ogni laureato in medicina una borsa di specializzazione. E poi misure e risorse per il contrasto della povertà e per rafforzare la medicina scolastica, contrasto alla mobilità sanitaria, riforma dell’emergenza-urgenza e potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico. Ecco le prime proposte della Salute che a quanto si apprende sono ancora oggetto di confronto in seno ai tavoli tecnici del Ministero.

Riforma della sanità territoriale con nuovi standard e l’istituzione della Case di comunità con i medici di famiglia, interventi per l’ammodernamento degli ospedali, riforma della sanità digitale e degli Irccs. E ancora, nuovi presidi per degenze temporanee, investimenti in salute mentale e anche garantire che ad ogni laureato in medicina sia garantita una borsa di specializzazione.
 
Ma non solo, proposta anche una riforma delle Rsa che durante il Covid hanno mostrato la loro debolezza. E poi misure e risorse per il contrasto della povertà e per rafforzare la medicina scolastica, contrasto alla mobilità sanitaria, riforma dell’emergenza-urgenza e potenziamento del Fse. Sono queste solo alcune delle proposte, che siamo in grado di anticipare, presentate dal Ministero della Salute per accedere alle risorse messe in campo dall’Unione europea con il Recovery Fund. In totale stiamo parlando di oltre 20 progetti per un ammontare complessivo di circa 68 miliardi da realizzarsi nei prossimi 5 anni. In ogni caso, a quanto si apprende, le proposte sono ancora al vaglio dei tavoli tecnici istituiti dal Ministero della Salute i cui lavori si concluderanno nelle prossime settimane.

 
Qui di seguito una sintesi delle proposte:
 
Arrivano gli standard per l’assistenza territoriale: 1,15 mld
La riforma intende definire gli standard della rete territoriale in integrazione con le già più strutturate reti dell’emergenza-urgenza e ospedaliera. L’implementazione della rete territoriale, in integrazione con le altre due reti citate, completa l’insieme delle reti del Servizio Sanitario Nazionale, consentendo di seguire il cittadino in tutte le sue fasi di cura e assistenza e permette, inoltre, la sostenibilità di una rete ospedaliera di 3,7 posti letto per mille abitanti. L'emergenza ha infatti dimostrato che un servizio sanitario resiliente richiede una forte territoriale capace di rispondere in modo tempestivo.
 
La definizione dei nuovi standard assistenziali del territorio e la conseguente attuazione richiede un adeguata formazione del personale e della medicina convenzionata per riorientare lo stesso verso i nuovi modelli organizzati, tecnologici e comunicativi che prevedono elevati standard professionali e di conoscenza informatica. Ciò consentirà di elevare il livello di conoscenza del personale sanitario. La stima è stata effettuata, in linea con le previsioni contrattuali, nella misura del 1% del monte salari stimato in circa 350 milioni annui per tre anni (2024-2026)
 
Casa "digitale" come primo luogo di cura: 2,5 mld
Il Progetto prevede la ristrutturazione di tutti i locali legati al sistema delle cure domiciliari tra i quali, a titoli esemplificativo, i locali per il monitoraggio da remoto, i magazzini per la conservazione dei farmaci, etc. Il progetto in sostanza contribuisce alla realizzazione di interventi per la riorganizzazione e la gestione dei servizi di cure domiciliari integrate attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali ed, in particolare, delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale (IA) e dall’evoluzione della rete (networking) che consente l’acquisizione di dati da sensori in maniera capillare, la telepresenza di presidi medici virtuali e la movimentazione di dati tra registri remoti. L’assistenza domiciliare integrata, in particolare, è una modalità assistenziale, di carattere prevalentemente sanitaria, che viene operata direttamente al domicilio del paziente (consentendo quindi un modello di cura alternativo al ricovero ospedaliero), concordata tra ASL, paziente, familiari e medico di medicina generale, per un periodo di tempo prestabilito.
 
Attraverso l’IA combinata con la digitalizzazione dell’assistenza domiciliare integrata si perseguono tre principali obiettivi: 1. monitorare i pazienti ed effettuare le diagnosi a distanza, favorendo ad un’assistenza continuata e continuativa a domicilio del paziente; 2. affrontare le cronicità ed i diversi aspetti ad essa connessi in maniera molto precisa, puntuale e mirata; 3. alimentare un data set di informazioni prezioso per la messa appunto di modelli predittivi utili alla previsione di scenari futuri.
 
Arrivano le Case della comunità con i Medici di Medicina Generale: 5 mld
Il progetto intende implementare, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, strutture (Case di comunità) che possano essere un punto di riferimento certo per i cittadini, dove trovare risposta alla maggior parte dei bisogni, attraverso la garanzia dell’accesso e della presa in carico, in integrazione con i professionisti del sociale. In particolare, le strutture devono essere facilmente riconoscibili e raggiungibili dalla popolazione di riferimento, per l’accesso, l’accoglienza e l’orientamento del cittadino. In esse operano comunità di professionisti (équipe multiprofessionali e interdisciplinari), secondo uno stile di lavoro orientato a programmi e percorsi integrati, tra servizi sanitari (territorio-ospedale), e tra servizi sanitari e sociali. Tali strutture rappresentano un nodo della più ampia rete di offerta dei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali, e al tempo stesso sono parte integrante dei luoghi di vita della comunità locale.
 
Il modello organizzativo delle Case di Comunità è di due tipi:
1. con bacino di utenza riferito a 10.000 abitanti con il ruolo di Spoke per le aree a bassa densità abitativa e le seguenti funzioni di base che comprendono: medicina generale e pediatri di libera scelta, assistenza specialistica ambulatoriale, ambulatorio infermieristico, attività di diagnostica strumentale di I livello, area dell’accoglienza, sportello CUP, punto unico d’accesso, area della sorveglianza temporanea, area dei servizi sociali.

2. con bacino di utenza riferito a 15.000 abitanti con il ruolo di Hub per le aree a maggiore densità abitativa, a cui, oltre ai servizi di base sopracitati, si aggiungono: assistenza ambulatoriale complessa, ambulatori in connessione alla rete della terapia del dolore e cure palliative. Nelle citate strutture dovranno essere diffusi sistemi di sanità digitale permettendo di governare il percorso clinico dell’assistito, coordinando e mettendole in connessione le diverse strutture e figure professionali. Tale previsione ha lo scopo di migliorare la presa in carico del paziente, l’appropriatezza delle prestazioni e la personalizzazione della cura. Le tecnologie digitali, infatti, realizzano ecosistemi integrati che gestiscono con certezza e rigore il governo centrale dei dati e con altrettanta efficacia il monitoraggio degli assistiti più fragili.
 
Le strutture dovranno possedere tutti i requisiti strutturali che le rendano adeguate alla normativa antisismica, antincendio, nonché coerenti con gli sviluppi del risparmio energetico, nonché a basso impatto ambientale. Vista, inoltre, la capillare diffusione di tali strutture, il progetto consentirà anche di ridurre le disuguaglianze di salute migliorando nelle aree rurali la salute della popolazione come volano della ripresa economica, nonché contrastando lo spopolamento verso i grandi centri urbani.
 
Il progetto prevede la realizzazione di strutture, come punto di riferimento certo e di prossimità per i cittadini, alle quali ci si può rivolgere in ogni momento per trovare una risposta concreta, competente e adeguata ai primi bisogni di salute sia di assistenza continuativa alla cronicità; tali strutture costituiscono, pertanto, un punto di accoglienza e orientamento ai servizi sanitari per tutti i cittadini. La realizzazione di tali strutture comporta l’erogazione in uno stesso spazio fisico dell'insieme delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, favorendo, attraverso la contiguità spaziale dei servizi e degli operatori, l'unitarietà e l'integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie, nonché deve rappresentare la struttura di riferimento per l'erogazione dell'insieme delle cure primarie con particolare riferimento ai pazienti cronici.
 
Presidi a degenza temporanea: verso la prossimità delle cure territoriali digitale e sostenibile: 4 mld
Obiettivo generale del progetto è garantire in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale l’implementazione di presidi sanitari a degenza breve (15-20 giorni) che svolgano una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. La realizzazione dei citati presidi deve avvenire in connessione con il sistema delle cure primarie al fine di personalizzare l’assistenza in prossimità del proprio contesto di vita, salvaguardando il disagio psicologico di un ricovero ospedaliero, soprattutto per i soggetti più fragili. Tali presidi a degenza temporanea hanno lo scopo di ridurre l’istituzionalizzazione e l’ospedalizzazione per soggetti con patologie croniche riacutizzate.
 
I suddetti posti letto sono dedicati a soggetti che necessitano di assistenza infermieristica continuativa e assistenza medica programmata su specifica necessità. I pazienti possono provenire dal domicilio o da altre strutture residenziali, dal Pronto Soccorso o dimessi da presidi ospedalieri per acuti. Le strutture, inoltre, favorendo l’appropriatezza delle prestazioni ospedaliere, hanno lo scopo di facilitare le dimissioni fornendo alla famiglia e ai servizi territoriali il tempo necessario per adeguare gli ambienti domestici alle nuove necessità emerse, salvaguardando i costi sociali e la capacità reddituale delle famiglie che hanno soggetti non autosufficienti nel proprio nucleo.
 
Le strutture saranno interconnesse con il sistema dei servizi sanitari e sociali, tramite la costituzione di Centrali Operative Territoriali, rafforzando in tal modo gli investimenti digitali sul territorio nazionale tramite lo sviluppo di sistemi per lo scambio di informazioni tra professionisti e valorizzando le competenze disponibili. Le Centrali Operative operano per il coordinamento delle varie forme di offerta territoriale finalizzate alle risposte assistenziali non urgenti sul territorio (numero unico 116117) in modo coerente con i nuovi obiettivi della programmazione nazionale. Vista, inoltre, la capillare diffusione di tali strutture, il progetto consentirà di ridurre le disuguaglianze di salute migliorando nelle aree rurali la salute della popolazione come volano della ripresa economica, nonché contrastando lo spopolamento verso i grandi centri urbani. Il progetto, inoltre, intende valorizzare il ruolo della Farmacia dei Servizi, quale servizio di prossimità a disposizione del cittadino per monitorare l’aderenza alle cure, prevenire le reazioni avverse da farmaci, effettuare campagne di promozione della salute e di screening.
 
Le nuove Residenze sanitarie assistenziali (Rsa): aver cura delle persone fragili in luoghi tecnologici, sostenibili e accoglienti: 1,5 mld
Obiettivo principale del progetto è migliorare il governo e gli standard assistenziali nelle residenze per pazienti disabili e non autosufficienti. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso alcune attività principali, tra loro connesse:
 
- Riorganizzazione del Governo. La riorganizzazione del governo delle strutture residenziali passa necessariamente dal censimento delle strutture stesse, dal rafforzamento del sistema di sorveglianza e monitoraggio costante di una serie di elementi e trasmissione dei dati a livello nazionale, attraverso il potenziamento e l’integrazione dei flussi esistenti. A tal fine è fondamentale la definizione di indicatori di qualità minimi, ad esempio sul trattamento del dolore, sui ricoveri al PS/Ospedale e successivi rientri in struttura, trasferimenti in altre strutture, cadute, infezioni; l’adozione di strumenti di valutazione standardizzati che rendano comparabili le diverse strutture e il potenziamento delle visite ispettive da parte dei servizi regionali competenti.
 
- Definizione e Realizzazione Standard assistenziali. Si prevede di ridefinire e realizzare gli standard delle strutture residenziali, tra cui: a. standard organizzativi. Le strutture dovranno garantire la presenza di un Direttore sanitario o Responsabile medico di struttura, specificamente formato o con esperienza per l’assistenza ai soggetti geriatrici. Tali soggetti hanno la responsabilità igienico-sanitaria e di supervisione clinico-assistenziale del paziente, secondo lo specifico piano assistenziale individuale condiviso con il Medico di Medicina Generale o con il responsabile clinico della struttura.
 
Dovrà essere garantita adeguata formazione ai concetti di medicina geriatrica e prevenzione delle infezioni del personale sanitario che opera nelle residenze. Le strutture, inoltre, dovranno garantire l’interconnessione con l’intero sistema dei servizi sanitari e sociali prevedendo, a titolo esemplificativo, modalità semplificate per visite specialistiche e accertamenti diagnostici in raccordo con l’azienda sanitaria di riferimento, definizione di protocolli operativi di emergenza –urgenza, etc. Infine, le strutture dovranno operare all’interno del sistema di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e gli eventi epidemici delle Regioni, attraverso specifiche procedure. b. standard strutturali.
 
Aver cura delle persone con disturbi mentali: continuità delle cure, inclusione, interconnesione e digitalizzazione dei servizi territoriali: 1 mld
Il progetto intende riqualificare l’assistenza ai bambini/adolescenti/adulti con diverse problematiche di salute mentale attraverso una maggiore integrazione dei servizi afferenti ai Dipartimenti di Salute Mentale (età evolutiva/adulta) delle Aziende Sanitarie Locali con l’intera gamma dei servizi sanitari e sociosanitari, soprattutto distrettuali. Il progetto, attraverso una riqualificazione della rete dei servizi, intende:
 
- Interconnettere, sfruttando le nuove tecnologie e la digitalizzazione, i servizi di salute mentale all’intera gamma dei servizi sanitari e sociosanitari, soprattutto in ambito di integrazione con l’assistenza primaria, i dipartimenti di prevenzione e i servizi sociali (terzo settore, associazioni di volontariato, etc.);
 
- Garantire la continuità del sistema di cure per la salute mentale attraverso un coinvolgimento reciproco ed una integrazione formalizzata tra i servizi per l’età evolutiva e quelli dell’età adulta in modo tale da consentire la diagnosi dei disturbi mentali in età evolutiva e il coordinamento integrato degli interventi per la persona nel passaggio dall’età evolutiva all’età adulta, incluso i contatti con i servizi scolastici per salvaguardare il diritto allo studio e alla socialità e gli interventi per i bisogni specifici in particolare nel passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta.
 
- Ridefinire nuovi standard qualitativi delle strutture dedicate alle persone con disturbi mentali rendendole maggiormente aderenti ai loro bisogni/aspettative, valorizzando il loro carattere riabilitativo/abilitativo per promuovere le autonomie sociali e personali dell’individuo;
 
- Valorizzare le competenze degli operatori impegnati nei servizi di salute mentale e implementare gli interventi formativi, tenendo conto che, da studi di comunità nei Paesi dell’Unione Europea, il 27% della popolazione adulta (18-65 anni) ha sperimentato almeno un episodio di disturbo mentale nell’ultimo anno (inclusi problemi derivanti dall'uso di sostanze, psicosi, depressione, ansia e disturbi alimentari).
 
Attraverso la realizzazione di soluzioni abitative, strutture sanitarie e sociosanitarie, di piccole dimensioni (4/5 posti letto con sostegno da 6-12 o 24 ore), intende sviluppare progetti di edilizia sostenibile e a basso impatto ambientale. Il progetto, inoltre, tramite interventi educativi utili all’abilitazione/riabilitazione degli assistiti, consentirà anche a fasce di popolazione, spesso emarginate, di superare il divario nell’accesso alle informazioni e all’utilizzo di piattaforme digitali, anche dedicate all’intervento a distanza e di possibile supporto al superamento dello stigma
 
Il progetto ha considerato l'attivazione di 1 CSM ogni 100.000 abitanti e 1 servizio NPIA ogni 250.000 abitanti. Considerando un costo unitario di ristrutturazione di 360000 euro a struttura, la stima è di circa 300 milioni di euro. Tenuto conto che si intendono rimodernare le strutture residenziali per soggetti affetti da salute mentale, la stima complessiva delle ristrutturazioni sull'intero territorio nazionale arriva a 700 milioni.
 
Prevenzione e promozione della salute con strumenti digital e interventi green: 2,5 mld
La proposta intende adeguare e rafforzare il sistema di prevenzione e sanità pubblica, migliorando la dotazione tecnologica per condividere i dati a diversi livelli, avere a disposizione un sistema informatizzato di gestione integrato che si interfacci con altri sistemi informativi per mettere in rete dati di sorveglianza, di laboratorio e clinici e per attivare una rapida comunicazione tra contesti diversi e figure professionali diverse (centri diagnostici, laboratori, MMG, PLS e Aziende Sanitarie locali, ecc.). Gli interventi di carattere infrastrutturale saranno orientati ai principi della sostenibilità e del geening e nel complesso si conseguirà una evidente dematerializzazione dei passaggi documentali.
 
Obiettivi specifici della proposta sono:
- il rafforzamento della governance e del coordinamento fra il livello centrale e i vari livelli del Servizio Sanitario Nazionale, facilitando il dialogo e lo scambio di competenze e informazioni fra tutti gli attori del sistema, ivi compresi i Medici di Medicina Generale (MMG) e i Pediatri di Libera Scelta (PLS) e coinvolgendo le comunità locali per individuare le loro esigenze e potenzialità;
 
- la riforma del modello di governance per la risposta alle emergenze, utilizzando un modello diretto e verticale fra i vari livelli di risposta e lo sviluppo di strumenti di preparazione (Preparedness), di sorveglianza delle malattie trasmissibili e non trasmissibili, di early warning e risposta, anche in forma integrata uomo/animale/ambiente l’integrazione tra i servizi di prevenzione e i servizi socio-sanitari territoriali ed ospedalieri, anche attraverso il consolidamento e l’estensione delle reti dei servizi e dei laboratori e l'integrazione medico-veterinaria;
 
- l’adozione di un modello di promozione della salute e di prevenzione sviluppato lungo tutto il corso della vita (life course) e per setting (scuola, lavoro, comunità, sanità), per un invecchiamento attivo e in salute, secondo un approccio trasversale ed intersettoriale in un’ottica di One Health;
 
- la promozione e il miglioramento dell’health literacy e dell’empowerment individuale e di comunità per accrescere le competenze sulla salute delle persone e la partecipazione delle comunità locali ai processi;
 
- il contrasto alle disuguaglianze in salute, anche perseguendo l’approccio di genere per migliorare l’appropriatezza degli interventi di prevenzione e rafforzare la centralità della persona.
 
Il raggiungimento di tali obiettivi rende necessario un grande investimento per un rinnovamento culturale e strutturale di tutto il sistema della prevenzione, che comprenda:
- la valorizzazione del capitale umano e il potenziamento della forza lavoro in sanità pubblica, con garanzia occupazionale
- l’adeguata formazione di tutti i professionisti della prevenzione per lo sviluppo di competenze trasversali e integrate in particolare in materia di competenze abilitanti digitali e tecnologiche;
- l’ammodernamento, il miglioramento e l’adeguamento delle infrastrutture dei servizi sanitari, in modo green e sostenibile;
- la disponibilità di adeguati risorse strutturali e strumentali (laboratori, apparecchiature, dispositivi, ecc.);
- il consolidamento di “strategie di comunicazione” quali strumenti di lavoro per consentire l’ascolto del territorio;
- la digitalizzazione dei servizi e l’alfabetizzazione digitale
 
Implementazione e digitalizzazione della rete dei centri territoriali per il contrasto alla povertà sanitaria e per le persone hard to reach: 670 mln
Il progetto investe rilevanti risorse per la costruzione di una rete funzionale innovativa di centri di prossimità dedicati al contrasto alla povertà sanitaria (CPPS), specializzando le strutture socio-sanitarie territoriali collocate nelle aree di maggiore deprivazione, attraverso l'introduzione di soluzioni organizzative, la formazione di competenze specifiche, la dotazione di un patrimonio tecnologico e strumentale adeguati ai gruppi vulnerabili della popolazione. La proposta va dunque a completare l'offerta di servizi e prestazioni a favore di tali gruppi di popolazione, rimediando a vuoti di effettiva tutela determinati dalla grave marginalità ed elevata fragilità degli stessi, secondo una programmazione coordinata con le aree di servizi già presidiate (es. case della salute, ADI, RSA) e grazie alla promozione attiva di una integrazione stabile con il terzo settore, che garantirà altresì la sostenibilità sul lungo periodo della rete sia su di un piano operativo sia su di un piano di advocacy.
 
Rafforzamento della tutela della salute nella scuola anche con strumenti innovativi e digitali: 500 mln
Obiettivo generale del progetto è quello di rafforzare il legame tra la sanità pubblica e la scuola in una ottica di potenziamento della medicina scolastica sul territorio. È possibile, infatti, individuare un legame tra la salute, i risultati scolastici e la qualità di vita, per cui è necessario sviluppare un rapporto più organico e continuativo tra scuola e le figure preposte al benessere del bambino e dell’adolescente.
 
Le linee di azione di potenziamento della medicina nelle scuole riguardano principalmente: – Potenziamento delle attività di screening presso gli istituti scolastici (in collaborazione con gli specialisti, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale), quali ad esempio gli screening per la prevenzione, diagnosi precoce e miglioramento delle cure delle patologie uro-andrologiche e delle patologie prevenibili che possono essere causa di infertilità in entrambi i sessi, inclusa l’obesità;
– Individuazione di figure sanitarie qualificate all’interno dello stesso Istituto che, in linea con il modello OMS, possono supportare il Dirigente Scolastico nella identificazione dei problemi di salute e definizione di interventi efficaci e non frammentari per rispondere ai problemi identificati;
– Condivisione con le strutture della prima infanzia di percorsi di precoce identificazione dei segnali di disturbo del neurosviluppo (come previsto dalle linee di indirizzo Intesa Governo- Regioni 10 maggio 2018);
– Potenziamento delle attività di vaccinazione in base all’età degli alunni (vaccinazioni HPV per adolescenti), ma anche rivolte al corpo docente;
– Supporto psicologico a docenti e famiglie, favorendo il raccordo e l’accesso ai servizi della ASL soprattutto da parte delle famiglie in condizioni di svantaggio socio-economico;
– Organizzazione di corsi di Primo Soccorso per famiglie e docenti (es. manovre di disostruzione, manovre di emergenza per la rianimazione e la defibrillazione in caso di arresto cardiaco);
– Previsione di interventi di educazione rivolti a docenti e studenti sulle norme igieniche per la prevenzione e il contrasto delle malattie infettive, anche in relazione all’emergenza Covid19;
 – Prevenzione delle situazioni a rischio: sedentarietà, alcool, ludopatie, tossicodipendenze, aggressività, bullismo, anoressia, bulimia, etc;
– Interventi di promozione della salute orale attraverso l’approccio integrato di contrasto alle patologie croniche;
– Implementazione e sviluppo degli strumenti elettronici; – Cyber rischi ed educazione alla relativa prevenzione nonché educazione all’uso consapevole dei farmaci ed al suo impatto ambientale.
 
Rafforzamento della Rete Consultoriale per un approccio innovativo, digitale e multiprofessionale alla Medicina di Genere: 1 mld
Obiettivo generale del progetto è quello di migliorare l’assistenza sanitaria e sociosanitaria diretta alle famiglie, ai bambini, agli adolescenti, alle coppie e alle donne, implementando e riqualificando la rete consultoriale. Si prevede di investire in sanità digitale per i consultori, soprattutto per i servizi di teleconsulto e di diagnostica. Un consultorio moderno, infatti, deve operare in connessione con l’intera rete dei servizi sanitari e sociosanitari, soprattutto per le attività relative agli screening oncologici, all’assistenza al parto, alla fertilità e alle interruzioni di gravidanza. Altro aspetto che si intende rilanciare è rappresentato dalle campagne di comunicazione al cittadino, soprattutto quelle dirette al contrasto delle violenze sulle donne (centri antiviolenza per le donne) e sul supporto ai minori oggetto di abusi. Il progetto, infine, prevede di avviare una formazione specifica a tutto il personale operante all’interno dei consultori, salvaguardando le differenze culturali degli utenti, in quanto il consultorio rappresenta il punto di primo contatto per la cittadinanza soprattutto straniera
 
Interventi per l’edilizia sanitaria: verso un nuovo ospedale sicuro, tecnologico, digitale e sostenibile: 34,4 mld
Gli obiettivi riguardano: il miglioramento del patrimonio edilizio attraverso la costruzione/riqualificazione di ospedali anche attraverso l'adeguamento sismico e antincendio nonché mediante la realizzazione di interventi coerenti con i protocolli di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica; l’ammodernamento complessivo del parco tecnologico ospedaliero sia in termini di attrezzature di alta tecnologia che di infrastrutture digitali.
Il costo complessivo della proposta progettuale è stato stimato attraverso un'analisi dei fabbisogni e l'applicazione di costi parametrici per interventi analoghi e/o prezzi di mercato. I costi includono spese per: investimenti per la realizzazione di nuovi ospedali o altre azioni di ammodernamento degli stessi , anche in logica green (12,6 miliardi); ammodernamento complessivo del parco tecnologico sia in termini di attrezzature di alta tecnologia che di infrastrutture digitali (1,3 miliardi); digitalizzazione ospedali (3,3 miliardi), adeguamenti sismici ed antincendio (14 miliardi); interventi di green in ambito ospedaliero (1,6 miliardi), interventi finanziati da dl 34 emergenza covid (1,4 miliardi); piano di change management (4,5 milioni). Totale: 34,386 miliardi.
 
Contrasto alla migrazione sanitaria e accesso alle cure: 3 mld
Il progetto in coerenza con i piani territoriali per una transizione giusta, prevede la riduzione delle disparità regionali, sopperisce a cambiamenti strutturali su base territoriale e persegue gli obiettivi della politica di coesione. In tal senso, il programma prevede di finanziare e supportare investimenti strutturali nelle realtà laddove si rilevano flussi sistematici di mobilità passiva, con particolare riferimento alle regioni del Sud Italia, da parte delle strutture maggiormente ricettive/attrattive, incentivando collaborazioni di intervento "mirato" nelle principali aree di carenza per tipologia di attività in ciascun ambito territoriale (Regione/ASL).
La proposta prevede un impegno di spesa di circa 3 mld finalizzato alla costituzione di partenariati con particolare riferimento alle spese di avviamento e di sostenibilità economica finanziaria di progetti di implementazione di servizi sanitari coerenti con i bisogni dei singoli territori. Le tipologie di spese ammissibili saranno definite nell'ambito dei progetti regionali affidati mediante gare e potranno riguardare:
a) investimenti strutturali di adeguamento e ammodernamento degli spazi, anche in logica green, nonché dotazione strumentale;
b) rimborso delle spese di avviamento dell'attività in una prima fase di esercizio (es. personale, formazione, acquisizione di beni e servizi per l'attività operativa, ecc);
c) rimborso delle prestazioni sanitarie erogate a partire dall'avvio effettivo della sperimentazione.
 
Sviluppo e innovazione del sistema di emergenza urgenza: riorganizzazione, nuovi sistemi informativi e flussi di monitoraggio: 700 mln
Il progetto prevede un piano di riorganizzazione e sviluppo del Servizio Sanitario di Emergenza urgenza territoriale 112-118 e ospedaliero, che partendo dalla riqualificazione delle Centrali Operative integrate con le Centrali Operative del Numero Europeo Armonizzato 116117 preveda l’ammodernamento del parco mezzi di soccorso e di continuità assistenziale, secondo il concetto di “ambulanza connessa”, la realizzazione di sistemi informativi e di flussi di monitoraggio degli indicatori in grado di misurare il collegamento e l’integrazione fra i diversi ambiti assistenziali fino a definire i percorsi e le infrastrutture per un efficace telemonitoraggio e telemedicina.
 
Il modello di “care management” mette in relazione il bisogno e le priorità del paziente sin dalle prime fasi preospedaliere fino ad arrivare al Bed management delle strutture in relazione alla complessità e alla disponibilità dei setting di ricovero o di gestione territoriale attraverso percorsi di continuità. Il progetto è finalizzato a migliorare la capacità di affrontare efficacemente sia l'ordinarietà che momenti pandemici.
 
I costi: Adeguamento del personale Centrali Operative NUE 112 ( 0,7 € x abitante) 42.000.000,00 Adeguamento personale Centrali Operative NEA 116117 ( 0,7 € x abitante) 42.000.000,00 Implementazione Ambulanze “connesse” (1.800 x 110.000) 198.000.000,00 Implementazione Mezzi Assistenza continuità assistenziale “connessi” (1.600 x 45.000) 72.000.000,00 Implementazione hardware e software di integrazione C.O. Ospedali, strutture territoriali ( 0.8 € abitante) 48.000.000,00 Costruzione, ristrutturazione, riqualificazione energetica Centrali Operative (1.800 € m2 per 1200 m2 per 50 C.O.) 108.000.000,00 Telemedicina, telemonitoraggio (250 € per pz. Per 450.000 pz) 112.500.000,00 Flusso informativo nazionale su indicatori rete dati territoriale 77.500.000,00 Totale € 700.000.000,00
 
Salute, ambiente e clima: piano nazionale di investimenti in sanità pubblica per la resilienza, la digitalizzazione e la ripresa sostenibile in una logica “One-Health": 1,5 mld
Il piano proposto intende adeguare e potenziare i sistemi di sanità pubblica in chiave di prevenzione e controllo dei rischi biologici, chimici, fisici e radiologici nelle interazioni salute-ambiente-clima nell’ambito dello sviluppo, definendo una cooperazione intersettoriale con leadership sanitaria in tutti i settori che a diverso livello influenzano l’obiettivo di assicurare ambienti sani, sicuri e accessibili secondo principi di equità e sostenibilità. La riforma proposta si pone pertanto in piena sinergia e funzionalità nel contribuire alla transizione verde, in particolare in relazione alla definizione di programmi e azioni che – nella imprescindibile garanzia della salute pubblica e dell’equilibrio ambientale – sostengano l’analisi del rischio e la validazione di processi di riuso/riciclo di risorse essenziali (quali ad esempio acque reflue, fanghi e rifiuti) per utilizzi umani.
 
La proposta in oggetto sviluppa inoltre in modo significativo un programma di digitalizzazione, in particolare  attraverso la strutturazione di reti nazionali di monitoraggio ambientale e climatico, inclusi modelli e proiezioni sito-specifici, efficacemente connesse allo sviluppo delle reti di sorveglianza sanitaria basate su approcci predittivi di analisi di rischio (early-warning) e di analisi epidemiologica, a supporto di valutazioni di impatti dell’ambiente e clima sulla salute, in tutte le fasi di sviluppo dei settori economici e sociali.
 
Eccellenza del SSN: riordino degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) a supporto del progresso scientifico e tecnologico in logica di "open innovation": 600 mln
L’obiettivo è quello di aggiornare la disciplina degli Irccs al fine di rafforzare le capacità di risposta del ssn alle emergenze a, alla transizione epidemiologica e ai fabbisogni sanitari legati al quadro demografico in coerenza con il progresso scientifico e tecnologico valorizzandone la funzione di eccellenza del ssn per le migliori cure e la creazione di dorsali nazionali di open innovation.
 
Il riordino degli IRCCS si rende necessario per tenere conto dell’evoluzione del SSN (modifiche nelle relazioni tra Governo e Regioni, progressiva diversificazione dei SSR, modifiche demografiche della popolazione, transizione epidemiologica, processo di deospedalizzazione, ecc.), dei progressi della medicina legati ai progressi scientifici e tecnologici e assicurare la coerenza con le politiche europee tese a realizzare una crescita basata sulla conoscenza
 
Si stima un costo totale di €600 mln. Per sostenere gli aggiustamenti derivanti dalla riforma e l'adeguamento strutturale e tecnologico degli Istituti al fine di corrispondere agli standard richiesti dalle normative e dagli obiettivi in materia di risparmio energetico e green economy. Occorrerà, altresì, finanziare la completa digitalizzazione dei servizi ed il consolidamento dei servizi di sanità elettronica già adottati dagli Istituti nell'ambito dei programmi di ricerca. Gli investimenti attesi avranno ricadute positive sul settore biomedicale, ma anche su quello ICT ed edilizio.
 
Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del Ssn: 1,2 mld
L’obiettivo è di promuovere investimenti in ricerca e innovazione in campo biomedico, al fine di migliorare le capacita’ di risposta del Ssn alle emergenze sanitarie in coerenza con il progresso scientifico e tecnologico per la sperimentazione e diffusione delle migliori cure su tutto il territorio nazionale, al fine di contrastare le disparita' geografiche nell'accesso alle cure.
 
Conoscenza per la salute: formazione e sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali dei professionisti in sanità: 2,645 mld
Il progetto si propone di assicurare un’attività di formazione e aggiornamento dei professionisti sanitari adeguata ad affrontare le sfide attuali e future, strutturata e sostenibile:
a) garantendo a tutti i laureati in medicina l’accesso alla formazione specialistica (superando il cd. imbuto formativo)
b) assicurando un’adeguata valorizzazione della medicina generale in un’ottica di qualità di tutti i nodi della rete assistenziale, con particolare riguardo alla presa in carico della cronicità al domicilio o in strutture residenziali
c) promuovendo lo sviluppo di adeguate capacità manageriali per il personale con responsabilità di coordinamento e governo degli enti del sistema sanitario nazionale e delle loro articolazioni organizzative acquisendo competenze abilitanti specialistiche nell'ambito delle tecnologie digitali.
 
Target finali della proposta:
a) Consentire a tutti i laureati in medicina (circa 10.400 l’anno) di accedere alla formazione specialistica. A tal fine occorrerà preventivamente garantire un ampliamento delle reti formative attraverso appositi accordi tra Università e Regioni e successivamente stanziare apposite risorse per finanziare tutti i contratti di formazione specialistica. Periodo temporale di riferimento: 12 mesi.
 
b) Assicurare un’attività di formazione e aggiornamento dei professionisti per un’adeguata presa in carico della cronicità al domicilio o in strutture residenziali. A tal fine occorrerà rivedere gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea in scienze infermieristiche e per Educatori professionali socio-sanitari, nonché il core curriculum per la formazione degli operatori socio-sanitari (oss). Periodo temporale di riferimento: 12-18 mesi;
 
c) Assicurare una formazione uniforme in medicina generale che garantisca competenze teoriche e pratiche omogenee, idonee a far fronte anche ad episodi pandemici. A tal fine occorrerà definire un core curriculum del corso di formazione specifica del medico di medicina generale, uniforme su tutto il territorio nazionale, riconsiderando eventualmente la possibilità di istituire una scuola di specializzazione universitaria in medicina generale in luogo dell’attuale corso di formazione gestito ed organizzato dalle singole Regioni. Periodo temporale di riferimento: 12 – 18 mesi.
 
d) Assicurare ai ruoli apicali degli Enti del SSN (direttori generali, direttori sanitari, direttori amministrativi, direttori dei servizi socio-sanitari) e delle sue macro-articolazioni organizzative (direttori di presidio ospedaliero, direttore di distretto, direttore di dipartimento) le necessarie competenze e capacità manageriali per affrontare le sfide sanitarie attuali e future in un'ottica integrata, sostenibile, innovativa, flessibile ed orientata al risultato. A tal fine occorrerà realizzare una scuola di formazione manageriale in sanità che, partendo dalle migliori buone pratiche presenti anche nel panorama internazionale, diventi centro di eccellenza e di riferimento per la formazione manageriale nella sanità italiana. Periodo temporale di riferimento: 12 mesi.
 
Ecosistema innovativo della Salute: 1,2 mld
L'intervento si propone di sviluppare un ecosistema per l’innovazione nell'Area di specializzazione "Salute" come individuata dal Programma Nazionale per la Ricerca (PNR) 2015-2020 e dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI). L'elemento innovativo nel metodo di approccio risiede nella funzione strutturata di "regia" riservata all'Amministrazione proponente nella determinazione, quali priorità di intervento, per luogo e per tempo, delle necessità, criticità, fabbisogni nonché delle Traiettorie Tecnologie e dei Domini cui orientare, nello specifico contestuale e di fase attuativa, l'azione.
Si prevede di costituire una rete nazionale (max 5) di infrastrutture specializzate (HUB) sviluppate in partnership pubblico private al servizio delle attività di ricerca , trasferimento tecnologico, sviluppo e accelerazione di nuove imprese e innovazione tecnologica, con un perimetro che comprenda tutta la catena del valore: prevenzione diagnostica, farmaco, dispostivi, delivery e digital health.
Tali infrastrutture saranno finalizzate ad attrarre e accelerare investimenti nelle aree più innovative e dinamiche, ad es. cells&gene therapies, device innovativi, diagnostica avanzata, herbal medicines&botanical drugs, digital health. La finalità, dunque, è quella di generare con continuità nuove conoscenze nell'Area Salute, rispondenti alle necessità, attraverso partenariati pubblico-privati, mediante la collaborazione virtuosa tra Soggettività del Sistema Sanitario, Università, Incubatori d’impresa, Centri di ricerca, Grandi Imprese ed altri soggetti del mondo produttivo, della ricerca e degli Investitori istituzionali, finalizzata all’irrobustimento del capitale umano e al consolidamento della catena dell’innovazione a cui agganciare lo sviluppo competitivo dell'Area Salute.
Trasparenza delle informazioni per il cittadino in logica opendata: 9,6 mln
Il progetto intende potenziare la Comunicazione istituzionale attraverso la promozione della corretta informazione orientata all’utente, il contrasto alle fake news, la promozione del diritto alla salute e l’innovazione digitale in sanità e promuovere la cultura della Trasparenza e dell’accountability attraverso i dati sanitari aperti e, valorizzare le pratiche di riuso dei dati
 
La stima del costo totale della proposta è di 9,6 mln di euro e si riferisce ai primi tre anni di attuazione del progetto e ai successivi tre anni di completamento dell’intervento, con i relativi costi di gestione. Nello specifico i costi sono determinati dall'acquisizione di servizi informatici e professionali (studi di fattibilità, progettazione e realizzazione delle soluzioni tecnologiche incluse soluzione cloud, collaudo e gestione informatica, program management, licenze, Cybersecurity - Security Operation Center (SOC)/Computer Emergency Responce Team (CERT
 
Potenziamento del sistema informativo sanitario: infrastruttura tecnologica, sistemi di raccolta ed elaborazione dei dati: 130 mln
L’obiettivo è quello di rafforzare l'infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute deputata alla raccolta, elaborazione, validazione ed analisi dei dati sanitari, nonché l'implementazione di nuovi flussi informativi sanitari e l'integrazione di flussi esistenti. Realizzare una piattaforma nazionale per la gestione dei registri e dei sistemi di sorveglianza sanitaria e sviluppare una piattaforma nazionale di telemedicina.
 
Evoluzione del Fascicolo Sanitario Elettronico e potenziamento della capacità di raccolta, elaborazione e analisi delle informazioni relative al cittadino: 1,5 mld
La proposta intende favorire la digitalizzazione documentale, secondo standard europei, l'armonizzazione e l'estrazione dei dati; facilitare informazione e accesso al FSE e la sua completa alimentazione; potenziare i sistemi di protezione per la consultazione sicura; realizzare una APP per la raccolta di dati clinici individuali in autocontribuzione del cittadino; potenziare la capacità regionale di raccolta, analisi e interoperabilità dei dati
 
Governance del dato e modelli predittivi: 143 mln
Potenziamento di strumenti e capacità previsionali e simulative attraverso strumenti di business intelligence; potenziamento di strumenti di analisi per la definizione di politiche di prevenzione e governo degli stili di vita attraverso la definzione di un modello di riferimento; potenziamento delle capacità tecniche e digitali del Ministero della Salute, anche mediante supporto consulenziale strategico e operativo.
 
Il costo complessivo della proposta progettuale è stato stimato in circa 140 milioni di euro e comprende: 100 milioni per la costruzione di strumenti di business intelligence, intelligenza artificiale e machine learning; 9 milioni circa per la riqualificazione di 5 unità di personale dirigente e 15 di personale funzionario dedicato al rafforzamento delle competenze digitali del Ministero (per 5,5 anni); 8 milioni di servizi di consulenza e supporto di skill/capacità informatiche per l'accompagnamento al processo di transizione in ambito digitale; 25 milioni per lo sviluppo di un modello di riferimento nazionale in ambito prevenzione e stili di vita.
 
Luciano Fassari

 

 

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