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Ru 486. Speranza chiede nuovo parere al Css. Zampa: “Stupisce la decisione della Regione Umbria”

22 giugno - Dopo la delibera della Regione Umbria che ha imposto il ricovero ordinario (e non il day hospital) per chi ricorre all’interruzione volontaria di gravidanza mediante la pillola abortiva interviene il Ministro che annuncia di aver chiesto un nuovo parere al Consiglio superiore di sanità.

“Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha formalmente richiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanità, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, in merito alla interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico. L’ultimo parere in materia era stato espresso dal CSS nel 2010”.
 
È quanto si legge in una nota del Ministero della Salute che interviene sulla questione dopo la delibera della Regione Umbria che ha imposto il ricovero ordinario (e non il day hospital) per chi ricorre all’interruzione volontaria di gravidanza mediante la pillola abortiva.
 
“Sono trascorsi dieci anni esatti da quando, su richiesta del Consiglio Superiore di Sanità, una apposita Commissione emanò le Linee Guida Ministeriali per l’utilizzo della RU486. In questi dieci anni nessun evento avverso ha evidenziato la necessità di ricoveri ospedalieri per l’utilizzo della cosiddetta ‘pillola abortiva’. Stupisce dunque la decisione della Regione Umbria di indicare in tre giorni di ricovero ospedaliero le condizioni per il ricorso alla IVG farmacologica”. Dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa.
 
“Ho condiviso pienamente la decisione del Ministro Speranza di richiedere un parere al Consiglio Superiore di Sanità, allo scopo di aggiornare le linee di indirizzo, auspicando che si possa favorire, sempre ove possibile, il ricorso alla IVG farmacologica come in uso nella gran parte dei Paesi europei, cioè in regime di Day Hospital o ambulatoriale” - conclude Zampa.

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