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Screening neonatali. Ocse recepisce risoluzione M5S. Taverna: “Garantirli in modo uniforme su tutto il territorio UE”

15 luglio - La proposta di risoluzione sulla cura neonatale quale obiettivo di sviluppo a livello sociale presentata dalla vicepresidente del Senato Paola Taverna, del MoVimento 5 Stelle, è divenuta parte della Dichiarazione finale approvata a Lussemburgo e, dunque, posizione ufficiale dell'Organizzazione sul tema. "Sono certa che è un obiettivo che unisce tutti noi parlamentari membri dell'Assemblea parlamentare dell'Ocse”.   

Dopo l'approvazione all'unanimità da parte della Commissione generale Democrazia, Diritti umani e Questioni umanitarie dell’Assemblea Parlamentare dell’Osce, la proposta di risoluzione sulla cura neonatale quale obiettivo di sviluppo a livello sociale presentata dalla vicepresidente del Senato Paola Taverna, del MoVimento 5 Stelle, è divenuta parte della Dichiarazione finale approvata la scorsa settimana a Lussemburgo e, dunque, posizione ufficiale dell'Organizzazione sul tema. 
 
“Nell'ambito della cura neonatale, che, in questa prospettiva, diventa strumento di sviluppo a livello sociale - ha spiegato Paola Taverna nel suo intervento - da tempo ho fatto dello Screening Neonatale Esteso (SNE) un mio personale impegno. In Italia nel 2016 sono riuscita a far approvare il mio ddl che oggi consente lo screening gratuito per tutti i neonati per 40 malattie genetiche metaboliche rare, curabili ma che devono essere diagnosticate in tempo. Bastano poche gocce di sangue prelevate dal tallone per evitare al neonato conseguenze irreversibili come disabilità o morte. Adesso, il traguardo più ambizioso è quello di diffondere il più possibile una cultura dello screening neonatale a livello internazionale allo scopo di portare benefici effettivi a moltissime persone. Per farlo, peraltro, sarebbero necessarie poche risorse”.
 
Ecco, ha aggiunto, “fa male pensare che possano esserci bambini destinati a rimanere disabili a vita - o peggio - a morire, solo perché non hanno avuto la fortuna di nascere ‘nella parte giusta del mondo’. In questo caso in un luogo dove sia già arrivata la cultura e la pratica dello screening neonatale. Per questo credo che l'area Osce sia lo spazio ideale per unire le forze a livello internazionale nell'intento di creare una sensibilità comune e diffondere la cultura e la pratica dello Screening Neonatale Esteso quale importante strumento di prevenzione di malattie e, allo stesso tempo, di sviluppo sociale”.
 
“Mi piacerebbe - ha concluso la vicepresidente del Senato - che, nell’ambito dei paesi Osce membri dell’Unione europea, si arrivasse alla creazione di un quadro normativo armonico che fosse capace di garantire un diritto allo Screening Neonatale Esteso applicato in modo uniforme su tutto il territorio dell'Unione europea. Sul piano dei rapporti tra gli Stati e dei rapporti tra i popoli, il Movimento 5 Stelle, di cui faccio parte, si propone di dare un contributo alla costruzione di una Comunità internazionale più giusta e più attenta ai bisogni delle persone. Sono certa che è un obiettivo che unisce tutti noi parlamentari membri dell'Assemblea parlamentare dell'Osce”.  

 

 

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