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Def 2020. Gli stanziamenti per la sanità: 119,556 miliardi nel 2020 e 121,083 nel 2021

25 aprile - Il documento di economia e finanza approvato ieri dal Governo fissa al 7,2% l’incidenza sul Pil della spesa sanitaria pubblica per l’anno in corso con un incremento del 3,6% rispetto al 2019. Per il 2021 invece si prevede un rallentamento della crescita che viene stimata nell’1,3% rispetto al 2020 con un’incidenza sul Pil del 6,9%. 
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La spesa sanitaria 2019 e 2020 nelle analisi del Def 2020 approvato dal Governo lo scorso 24 aprile
La spesa sanitaria prevista per il 2020 è di 119.556 milioni, con un tasso di crescita del 3,6 per cento rispetto all’anno precedente.
 
Nel dettaglio, la previsione evidenzia:
• per i redditi da lavoro dipendente un livello di spesa pari a 37.276 milioni. Tale quantificazione include gli oneri, comprensivi di arretrati, derivanti dalla mancata sottoscrizione, nell’anno 2019, dei contratti della dirigenza non sanitaria per la tornata 2016-2018. Il valore previsionale comprende anche le maggiori spese dovute al reclutamento e al lavoro straordinario del personale dipendente per garantire l’assistenza sanitaria in ragione delle esigenze connesse con la diffusione del virus COVID-19.
 
• per i consumi intermedi un livello di spesa pari a 36.647 milioni. La previsione mostra un incremento della spesa superiore a quello registrato nel 2019 (+5% contro +0,3%, rispettivamente). Tale aumento dipende soprattutto dalla componente farmaceutica, per la quale si stima una crescita del 9,7 per cento rispetto alla variazione negativa osservata nel 2019 (-1,4%). Un tasso di crescita così consistente è imputabile al contenimento della spesa per i prodotti farmaceutici registrato nel 2019 per l’incasso del pay-back dopo la risoluzione dei contenziosi amministrativi con le aziende farmaceutiche relativamente al quinquennio 2013-2017. L’andamento della componente farmaceutica è comunque calmierato dalla vigenza del tetto del 6,89 per cento della spesa farmaceutica per acquisti diretti. Le altre componenti dei consumi intermedi, includono i maggiori oneri in ragione delle esigenze straordinarie del COVID-19;
 
• per le prestazioni sociali in natura corrispondenti a beni e servizi prodotti da produttori market un livello di spesa pari a 42.503 milioni. Con riferimento alle singole componenti dell’aggregato:
per l’assistenza farmaceutica convenzionata è prevista una spesa pari a 7.593 milioni, in linea con il livello registrato negli anni precedenti. La sostanziale invarianza di tale componente di costo è imputabile alle misure di contenimento disciplinate dalla normativa vigente tra le quali il rispetto del tetto del 7,96 per cento previsto per la spesa farmaceutica convenzionata;
 
per l’assistenza medico-generica si stima un importo pari a 7.482 milioni, superiore in misura consistente a quello osservato l’anno prima. Tale aumento è attribuibile principalmente a due ordini di motivi. Il primo riguarda l’imputazione al 2020 degli oneri relativi al mancato rinnovo, nell’anno 2019, delle convenzioni per il solo 2018 relativamente al triennio 2016-2018. Il secondo concerne la maggiore spesa sostenuta per garantire l’attività di assistenza ordinaria legata all’emergenza epidemiologica del COVID-19. L’incremento registrato nella spesa per l’assistenza medico-generica è parzialmente attenuato dalle disposizioni connesse alle citate misure di anticipo pensionistico;
 
per le altre prestazioni sociali in natura (ospedaliere, specialistiche, riabilitative, integrative ed altra assistenza) è prevista una spesa pari a 27.427 milioni. L’andamento di questo aggregato risente in misura consistente dei maggiori oneri per l’acquisto da operatori privati di prestazioni di natura sanitaria per fronteggiare le esigenze straordinarie derivanti dalla diffusione del COVID-19. La previsione sconta, inoltre, tutte le restanti misure previste dalla vigente normativa.
 
• per le altre componenti di spesa è previsto un livello di spesa pari a 3.130 milioni. Previsioni per l’anno 2021 Nel 2021, la spesa sanitaria è prevista crescere a un tasso dell’1,3 per cento; nel medesimo anno il PIL nominale crescerebbe del 6,1 per cento. Conseguentemente, il rapporto fra la spesa sanitaria e PIL, dopo l’incremento registrato nel 2020 (+7,2%), collegato in larga parte agli interventi connessi all’emergenza sanitaria, registrerebbe nel 2021 una diminuzione attestandosi al 6,9 per cento.
 
Nello specifico, la previsione riflette anche:
• la dinamica dei diversi aggregati di spesa coerente con gli andamenti medi registrati negli ultimi anni;
• gli interventi di contenimento della spesa sanitaria già programmati a legislazione vigente;
• la normativa relativa al rinnovo dei contratti e delle convenzioni del personale del SSN per il triennio 2019-2021.
 

 

 

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