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Ecm durante la pandemia. Cosa cambia per la formazione del personale sanitario: le nuove disposizioni della Commissione nazionale. Tutte le delibere

6 marzo - Adottate diverse delibere riguardanti la situazione emergenziale da Covid19 che ha mutato notevolmente le modalità di formazione del personale sanitario nell’ultimo anno. Tra i temi: la formazione per il personale in pensione che esercita saltuariamente, chiarimenti sulla riduzione degli obblighi formativi, il Comitato scientifico dei provider. Approvato anche il manuale delle verifiche dei provider. Chiarite anche alcune questioni attinenti la formazione sul campo.

La Commissione nazionale in occasione della riunione del 4 febbraio 2021 ha deliberato in merito ad alcune importanti questioni circa la formazione ECM che sono state rese note oggi.
 
Le delibere hanno riguardato la situazione emergenziale da Covid19 che ha mutato notevolmente le modalità di formazione del personale sanitario nell’ultimo anno.
 
In questo contesto, spiega una nota della Commissione nazionale, sono state ulteriormente prorogate le misure per consentire ai provider, durante l’emergenza in atto, di continuare ad erogare la migliore formazione possibile per il personale sanitario.
 
La Commissione ha poi espresso il suo orientamento interpretativo relativo allo svolgimento dell’attività ECM denominata Formazione sul Campo (FSC).
 
La "Formazione sul Campo" – spiega la Commissione - si caratterizza per lo svolgimento in "contesti lavorativi qualificati", secondo quanto statuito dai "Criteri di attribuzione dei crediti alle attività ECM", parte integrante dell’Accordo S/R del 2 febbraio 2017, nonché dall’ "Allegato E" in materia di formazione sul campo.
 
Si tratta, in altri termini, di attività di formazione che hanno luogo all’interno del contesto lavorativo del discente e al quale sono strettamente connesse, finalizzate a migliorare le competenze professionali nello specifico ambito di pertinenza.
 
Considerato, dunque, che la formazione sul campo (FSC) esplica la propria efficacia negli ambiti lavorativi ove quotidianamente il personale sanitario si trova ad operare, la stessa appare esulare dal divieto di svolgimento di "convegni, congressi e altri eventi" statuito dal DPCM del 14 gennaio 2021, all’art. 1, co. 10, l. o).
 
A tal riguardo la Commissione rappresenta che le circolari del Ministero della salute del 23 giugno 2020 e del 7 gennaio 2021, in materia di "indicazioni emergenziali per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle operazioni di primo soccorso e per la formazione in sicurezza dei soccorritori", specificano che "la formazione continua del personale sanitario dei sistemi di emergenza territoriale non può essere sospesa o rimandata, per evidenti motivi di mantenimento della capacità operative".
 
Resta ferma la responsabilità del provider nell’organizzazione e nell’erogazione dell’evento FSC che deve avvenire nel rigoroso e completo rispetto delle prescrizioni adottate dalle competenti autorità in materia di gestione dell’emergenza sanitaria in atto.
 
Si sono rese necessarie, poi, alcune interpretazioni in merito all’obbligo formativo dei professionisti sanitari rispetto a talune delibere già adottate dalla Commissione nazionale, come ad esempio la delibera relativa alla riduzione dell’obbligo formativo per i professionisti sanitari delle zone colpite da eventi sismici.
 
Una delibera specifica è stato poi adottata per i professionisti che sono collocati in quiescenza ed esercitano saltuariamente l’attività professionale. La Commissione nazionale ha ritenuto di dover operare un intervento chiarificatore del dato letterale “saltuariamente”, previsto nel Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario.
 
È stata inoltre risolta, sempre con apposita delibera, la questione interpretativa concernente la composizione dei Comitati scientifici dei provider ai fini dell’accreditamento, soluzione finalizzata a dare una più equa rappresentanza a tutte le professioni sanitarie.
 
È stato poi approvato il Manuale delle verifiche dei provider, il terzo dei Manuali previsti dall’Accordo Stato Regioni del 2 febbraio 2017, che disciplina le attività di vigilanza e verifica compiute dagli enti accreditanti e dai loro organismi ausiliari circa il rispetto della normativa ECM da parte dei provider. 
 
L’adozione di queste delibere – il Segretario della Commissione Olinda Moro - è stata possibile grazie all’attenzione e al contributo costante del e vicepresidente della Commissione, dr. Filippo Anelli, del direttore generale della Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della salute, Dr.ssa Rossana Ugenti, e di tutti i componenti della Commissione nazionale la cui attività si articola in Sezioni specifiche e gruppi di lavoro ristretti che analizzano e propongono per il plenum della Commissione soluzioni migliorative al sistema ECM.
 
L’emanazione di queste delibere – continua la nota - è stata possibile soprattutto grazie al supporto tecnico e amministrativo della Segreteria ECM, realizzato sia dal personale tutt’ora in servizio presso AGENAS sia da coloro che dal 1° gennaio 2021 non sono più in servizio e per i quali si auspica al più presto una soluzione normativa al fine di non disperdere le rilevanti competenze acquisite. 
 


Ecco tutte le delibere approvate:
Delibera emergenza Covid
 
Delibera sul manuale delle verifiche provider Manuale provider
 
Delibera professionisti sanitari in quiescenza
 
Delibera interpretativa su questioni riguardanti i professionisti sanitari
 
Delibera composizione dei Comitati scientifici dei provider

 

 

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