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Covid. La situazione in Europa continua a peggiorare: incidenza media (14 gg) sale a 473,8 casi ogni 100mila abitanti. Ma la situazione in Italia, insieme alla Spagna, è valutata di “bassa preoccupazione”

19 novembre - L’Ecdc ha appena aggiornato il suo report settimanale sull’andamento della pandemia rilevando sei paesi (Croazia, Cechia, Grecia, Ungheria, Polonia e Slovenia) come “estremamente preoccupanti”, 17 paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Germania, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Romania e Slovacchia) come “preoccupanti”, cinque paesi (Finlandia, Francia, Malta, Portogallo e Svezia) come “moderatamente preoccupanti” e due paesi (Italia e Spagna) come di “bassa preoccupazione”.

L’Ecdc ha aggiornato il suo report settimanale sulla pandemia e alla fine della settimana 45ª (settimana terminata domenica 14 novembre 2021), la situazione epidemiologica complessiva nell'UE/SEE appare caratterizzata da un tasso complessivo di notifica di casi elevato e in rapido aumento e da un tasso di mortalità in lenta crescita.
 
L’Ecdc prevede infatti che i tassi di notifica dei casi, i tassi di mortalità e i ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva aumenteranno nelle prossime due settimane. In particolare i tassi di notifica dei casi sono attualmente più alti tra i gruppi di età inferiore ai 50 anni, ma anche quelli tra i gruppi di età più avanzata sono in rapido aumento.
 
Il quadro varia notevolmente da paese a paese. Nella maggior parte degli Stati membri dell'UE/SEE continuano a essere osservati tassi crescenti di notifica dei casi e una situazione epidemiologica complessiva di elevata o molto elevata preoccupazione. I paesi con una minore diffusione della vaccinazione sono i più gravemente colpiti.
 
Il tasso complessivo di notifica dei casi COVID-19 per l'UE/SEE su 14 giorni è stato di 473,8 per 100.000 abitanti (387,5 la settimana precedente). Questo tasso è in aumento da sei settimane.
 
In Italia, sempre nei 14 giorni tra il 31 ottobre e il 14 novembre, l'incidenza è stata di 126,9 casi ogni 100mila abitanti.
 
Il Paese con la maggiore incidenza è la Slovenia che ha superato i 2.000 casi ogni 100mila abitanti mentre l'indice più basso è quello della Spagna con soli 72 casi per 100mila abitanti.

 

Il tasso di mortalità COVID-19 a 14 giorni (40,0 decessi per milione di abitanti, rispetto ai 37,8 decessi della settimana precedente) è rimasto stabile per una settimana. Dei 29 paesi con dati sui ricoveri o sull'occupazione in ospedale o in terapia intensiva, 20 hanno riportato una tendenza all'aumento in almeno uno di questi indicatori rispetto alla settimana precedente.
 
La valutazione dell'ECDC della situazione epidemiologica di ciascun paese si basa su un punteggio composito basato sul valore assoluto e sull'andamento di cinque indicatori epidemiologici COVID-19 settimanali: tassi di notifica dei casi degli ultimi 14 giorni; tassi di test e positività del test; tassi di notifica dei casi nelle persone di età pari o superiore a 65 anni; tassi di ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva; mortalità.
 
Valutazione della situazione epidemiologica nei singoli paesi. Al 14 novembre la situazione vedeva sei paesi (Croazia, Cechia, Grecia, Ungheria, Polonia e Slovenia) come “estremamente preoccupanti”, 17 paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Germania, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Romania e Slovacchia) come “preoccupanti”, cinque paesi (Finlandia, Francia, Malta, Portogallo e Svezia) come “moderatamente preoccupanti” e due paesi (Italia e Spagna) come di “bassa preoccupazione”.
Rispetto alla settimana precedente, due paesi (Cipro e Malta) sono passati a una categoria superiore, 10 paesi (Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia,
 
Vaccinazioni. Al 14 novembre l'81,2% degli adulti di età pari o superiore a 18 anni e il 69,6% della popolazione totale aveva fatto almeno una dose di vaccino. Mentre la vaccinazione completa era stata effettuata al 76,4% degli adulti di età pari o superiore a 18 anni e al 65,2% della popolazione totale.

 

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