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Vaccino Covid raccomandato in gravidanza (nel secondo e terzo trimestre) e durante l’allattamento. La circolare del Ministero Salute

25 settembre - Relativamente al primo trimestre, “la vaccinazione può essere presa in considerazione dopo valutazione dei potenziali benefici e dei potenziali rischi con la figura professionale sanitaria di riferimento”. La vaccinazione contro il Covid viene inoltre raccomandata per le donne che allattano, senza necessità di sospendere l’allattamento. LA CIRCOLARE, LE INDICAZIONI

 

In considerazione dell’attuale scenario epidemiologico e delle crescenti evidenze sulla efficacia e sicurezza della vaccinazione in gravidanza sia nei confronti del feto che della madre, una nuova circolare del Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione contro il Covid, con vaccini a mRna (Pfizer e Moderna), alle donne in gravidanza.
 
La circolata firmata dal direttore generale della Prevenzione, Gianni Rezza, spiega che la raccomandazione riguarda in particolare le donne nel secondo e terzo trimestre. Relativamente al primo trimestre, “la vaccinazione può essere presa in considerazione dopo valutazione dei potenziali benefici e dei potenziali rischi con la figura professionale sanitaria di riferimento”. La vaccinazione contro il Covid viene inoltre raccomandata per le donne che allattano, senza necessità di sospendere l’allattamento. Il neonato allattato da madre vaccinata potrà seguire il suo calendario vaccinale senza alcuna modifica.
 
L’Iss aggiorna le precedenti indicazioni ad interim e spiega come “sebbene la vaccinazione possa essere considerata in qualsiasi epoca della gravidanza, ad oggi sono ancora poche le evidenze relative a vaccinazioni eseguite nel primo trimestre. Le donne che desiderino vaccinarsi in questa epoca gestazionale devono valutare rischi e benefici insieme a un sanitario anche alla luce dell’evidenza che la febbre, che rientra tra le possibili reazioni al vaccino, può causare un aumento del rischio di malformazioni congenite”.


Le donne a maggior rischio di contrarre l’infezione da Sars-Cov-2 (es. professioniste sanitarie, caregiver) e/o a maggior rischio di sviluppare una malattia grave da Covid (donne con fattori di rischio come età> 30 anni, BMI>30, comorbidità, cittadinanza di Paesi ad alta pressione migratoria) rimangono il target prioritario per la vaccinazione in gravidanza. Si sottolinea inoltre che, se una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza dopo aver già ricevuto il vaccino, “non c’è evidenza in favore dell’interruzione della gravidanza. Inoltre, se una donna scopre di essere in gravidanza tra la prima e la seconda dose del vaccino può considerare di ritardare la seconda dose fino al secondo trimestre”.

 

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